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Anniversario | 20 Mag 2020
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2011-2020, Giulietti ricorda Roberto Morrione: «Sempre e comunque dalla parte dei cronisti minacciati»

A nove anni dalla scomparsa dello storico volto del servizio pubblico, l'associazione che ne porta il nome ha chiesto al presidente della Fnsi, e della giuria dell'omonimo premio, di ricordare il collega e amico.
Roberto Morrione (Foto: premiorobertomorrione.it)

Il 20 maggio 2011 ci lasciava Roberto Morrione, giornalista con la 'schiena dritta' con la passione per il giornalismo investigativo, autore di inchieste bollenti, uomo del servizio pubblico. Vicedirettore del Tg2, direttore di Televideo e poi di Rai International, fu poi fra i padri di Rainews, il primo canale televisivo all news in italiano. Ma soprattutto Morrione è stato maestro di una generazione di giovani giornalisti. Il suo ricordo è anch elegato all'impegno che ha profuso anche nel mondo dell'associazionismo e nel sindacato: è stato fra i fondatori del gruppo di Fiesole, ha partecipato alla nascita dell'associaizone Articolo 21, ha collaborato ed è stato vicino a don Ciotti e alla nascita di Libera per diventare, dopo l'uscita dalla Rai, l'anima di Libera Informazione.

L'associazione che porta il suo nome, che oggi, 20 maggio 2020, alle 18 si riunirà in assemblea – in videoconferenza – ha chiesto al presidente della Fnsi, e presidente della giuria del Premio Morrione, Giuseppe Giulietti di commemorare Roberto Morrione e di aprire la riunione «con un ricordo del nostro amico e maestro». Insieme con Giulietti parteciperanno il presidente dell'associazione Giovanni Celsi; la portavoce Mara Filippi Morrione; il vice presidente Stefano Lamorgese e il segretario generale, Francesco Cavalli.

«Grazie alla famiglia Morrione e all'associazione Amici di Roberto Morrione – anticipa Giulietti – che ci ha fatto l'onore come Fnsi di chiederci di ricordare Roberto. Non si tratta di una commemorazione, ma di ricordare che Roberto è stato tra i fondatori di Articolo 21 e del Gruppo di Fiesole, lui, già direttore, che ha partecipato con grande passione ed entusiasmo a tutte le iniziative del suo sindacato. Sino all'ultimo istante della sua vita, ci ha inviato a stare sempre e comunque dalla parte dei cronisti minacciati, a contrastare le querele bavaglio, a reclamare una nuova legge per liberare il diritto di cronaca dalle aggressioni di chi ha orrore delle luci dell'informazione. E non a caso, anche in queste ore, con il segretario generale Raffaele Lorusso e con tutta la Federazione nazionale della Stampa italiana, siamo impegnati per raggiungere questo traguardo».

@fnsisocial
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