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Internazionale | 16 Dic 2014
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Arrestato ed espulso da Tallin il collega Giulietto Chiesa Rossi: sconcertante comportamento del governo estone

"Sconcerta il comportamento del governo dell'Estonia che considera "persona non gradita" il collega Giulietto Chiesa e, di conseguenza, ne limita la libertà di movimento, e lo espelle, evidentemente a causa delle opinioni non conformiste che Chiesa esprime circa le vicende che agitano lo scacchiere est europeo. Si tratta di una scelta grave in sé e tanto più grave in quanto colpisce un cittadino di un Paese dell'Unione europea di cui l'Estonia è parte.

"Sconcerta il comportamento del governo dell'Estonia che considera "persona non gradita" il collega Giulietto Chiesa e, di conseguenza, ne limita la libertà di movimento, e lo espelle, evidentemente a causa delle opinioni non conformiste che Chiesa esprime circa le vicende che agitano lo scacchiere est europeo. Si tratta di una scelta grave in sé e tanto più grave in quanto colpisce un cittadino di un Paese dell'Unione europea di cui l'Estonia è parte.

Se si ricorre a simili metodi è evidente che c'è ancora un problema di maturazione democratica anche all'interno della stessa UE".

ESTONIA: POLIZIA RILASCIA ED ESPELLE GIULIETTO CHIESA

In Estonia la polizia ha rilasciato ieri sera tardi Giulietto Chiesa, arrestato ieri sera a Tallin dove doveva tenera una conferenza stampa, e gli ha ordinato di lasciare immediatamente il Paese. Lo ha reso noto l'ufficio stampa della polizia estone. (TALLIN, 16 DICEMBRE - AGI/INTERFAX)

ARRESTATO A TALLIN IL COLLEGA GIULIETTO CHIESA

Il giornalista ed ex europarlamentare Giulietto Chiesa è stato arrestato a Tallin. Lo confermano all'Adnkronos fonti diplomatiche italiane che stanno seguendo la vicenda. Non sono tuttavia ancora noti i motivi e le circostanze che hanno portato all'arresto di Giulietto Chiesa che a lungo, fra gli anni Ottanta e Novanta, è stato corrispondente a Mosca, prima perl'Unità e poi per la Stampa.
Il giornalista ed ex europarlamentareGiulietto Chiesa è stato arrestato a Tallin. Lo confermano all'Adnkronos fonti diplomatiche italiane che stanno seguendo la vicenda. Non sono tuttavia ancora noti i motivi e le circostanze che hanno portato all'arresto di Giulietto Chiesa che a lungo, fra gli anni Ottanta e Novanta, è stato corrispondente a Mosca, prima perl'Unità e poi per la Stampa. (ADNKRONOS - 15 DICEMBRE 2014)

L'ex europarlamentare Giulietto Chiesa è stato arrestato a Tallin in Estonia. Lo ha detto all'Ansa, la moglie di Chiesa, Fiammetta Cucurnia. Chiesa è stato prelevato dalla polizia in albergo dove gli è stato comunicato che sarà espulso dal paese entro 48 ore. Chiesa, ha spiegato la moglie, è partito questa mattina da Roma per Tallin dove è stato invitato a partecipare ad una conferenza dal titolo "La Russia è nemica dell'Europa?". Terminata la conferenza, il programma di Chiesa prevedeva il rientro in albergo e quindi lo spostamento alla stazione ferroviaria per prendere un treno diretto a Mosca. Una volta rientrato in albergo, l'ex europarlamentare è stato però raggiunto dalla polizia estone che gli ha comunicato che era in "stato di arresto" e sarebbe stato "espulso entro 48 ore". Alla domanda fatta ai poliziotti se avessero un mandato, a Chiesa - ha raccontato ancora la moglie - è stato risposto: "no, potrà sapere qualcosa una volta arrivati al Commissariato". Strada facendo l'ex europarlamentare è venuto a sapere dagli agenti che lo accompagnavano al Commissariato che nei suoi confronti esiste un mandato di espulsione al ministero degli Esteri estone. Al momento Giulietto Chiesa si trova al Commissariato di polizia di Tallin. (ANSA - 15 DICEMBRE 2014)

 

 

GIULIETTO CHIESA FERMATO A TALLIN, "ESPULSO IN 48 ORE"
RISULTA 'PERSONA NON GRADITA'. FARNESINA CONVOCA AMB. ESTONIA

Invitato a partecipare ad un convegno a Tallin e arrestato per essere espulso, probabilmente perché considerato 'persona non gradita' dal potere estone. E' accaduto al giornalista ed ex europarlamentare Giulietto Chiesa che, arrivato in Estonia in mattinata, ha concluso la sua giornata in un commissariato della capitale della piccola repubblica baltica ex sovietica, dove ha scoperto l'esistenza di un decreto di espulsione nei suoi confronti.
Il segretario generale della Farnesina, Michele Valensise, in serata, ha convocato l'ambasciatore di Estonia, Celia Kuningas, per chiedere "urgenti chiarimenti" sulla vicenda, esprimendo "sorpresa e preoccupazione per il provvedimento" e per le modalità di esecuzione.
"E' un fatto molto grave, una violazione dei diritti politici", ha detto il suo avvocato Francesco Paola. "E' molto grave che un fatto del genere sia avvenuto in Europa – ha sottolineato la moglie di Giulietto Chiesa, Fiammetta Cucurnia, giornalista a sua volta, che ha dato la notizia alla stampa - siamo nel cuore dell'Europa, per fare una cosa del genere ci deve essere un motivo". L'unico motivo plausibile per giustificare un'espulsione, al momento, come ha spiegato l'avvocato è quello che Chiesa possa essere considerato una persona non grata. Ma le ragioni non sono state ancora chiarite. Del caso si era subito interessata anche la Farnesina, l'ambasciatore italiano a Tallin, secondo quanto riferito dalla moglie, è andato di persona nel commissariato nel quale è stato portato il giornalista. In serata poi la decisione di convocare l'ambasciatore estone.
A colpire, anche le modalità dell'arresto: la polizia ha raggiunto Chiesa nel suo albergo, dove aveva fatto tappa, dopo essere intervenuto alla conferenza "La Russia è nemica dell'Europa?", per prendere i bagagli e partire per Mosca. La polizia, ha raccontato la moglie, gli ha comunicato che era in "stato di arresto" e sarebbe stato "espulso entro 48 ore". Quando il giornalista ha chiesto se avessero un mandato, si è sentito rispondere "no, potrà sapere qualcosa una volta arrivati al Commissariato". Strada facendo l'ex europarlamentare è venuto a sapere dagli agenti che nei suoi confronti esiste un mandato di espulsione al ministero degli Esteri estone.
Corrispondente prima dall'Urss e poi dalla Russia per vent'anni, firma dell'Unità e quindi della Stampa fino agli anni 2000, Chiesa ha sempre avuto una posizione piuttosto critica sulla politica occidentale sulla vicenda ucraina. Nel suo sito d'informazione online, nell'ultimo commento postato il 7 dicembre, commentando il discorso alla nazione di Putin ribadisce di ritenere che "la Russia non stia attaccando ma sia sotto attacco" e critica il modo in cui l'occidente la dipinge, "come uno stato canaglia che minaccia il resto del mondo". Elementi di critica, nelle sue analisi recenti, non mancano in particolare nei confronti della Polonia e dei Paesi baltici: fra i più ostili verso Mosca e tra i più vicini agli Usa in seno alla Ue e alla Nato, di cui sono entrati a far parte fra la seconda metà degli anni '90 e i primi dei 2000.
Solidarietà nei confronti di Chiesa - che da qualche anno collabora con un blog anche per il Fatto Quotidiano - è stata frattanto espressa dal segretario del Prc Paolo Ferrero che ha parlato di "fatto gravissimo" e chiesto un intervento "immediato" del governo italiano: "non è possibile che in Europa dietro la facciata della democrazia e dei diritti civili si intervenga a reprimere chi ha l'unica colpa di fare seriamente il mestiere di giornalista".   (ROMA, 15 DICEMBRE - ANSA)

GIULIETTO CHIESA, SBATTUTO IN GALERA PER FARMI TACERE
IL RACCONTO SUL SITO DI INFORMAZIONE ONLINE

"Si è voluto impedire che intervenissi ad una conferenza dal titolo molto chiaro: 'Ma la Russia è davvero la nemica dell'Europa?'. Per impedirmi di rispondere a questa domanda io sono stato arrestato e messo in cella". E' il racconto di Giulietto Chiesa, rilasciato ieri sera dopo essere stato trattenuto in un commissariato di Tallin. "Mi hanno messo in una cella normale - racconta sul suo sito di informazione online in collegamento telefonico - secondo i criteri locali, con gabinetto a terra, un asse per sedersi senza lenzuola e cuscino ne finestra e con la luce accesa in permanenza: una cella con tutti crismi della galera". Lì, racconta ancora, è rimasto 4 ore, "poi l'ambasciatore italiano è venuto a cercarmi e mi hanno fato uscire per parlare con lui. Sono rimasto insieme all'ambasciatore due ore e mezza, in attesa che l'intreccio di telefonare nazionali e internazionali si realizzasse e portasse alla decisione di rilasciarmi per farmi tornare in albergo e passare la notte". (ROMA, 16 DICEMBRE - ANSA)

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