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Diffamazione | 08 Giu 2020
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Carcere e querele bavaglio, è l’ora della svolta

Alla vigilia della pronuncia della Corte Costituzionale sulle eccezioni di legittimità sollevate dai legali del Sugc iniziativa a Napoli con il segretario generale Raffaele Lorusso e in collegamento con il presidente Giuseppe Giulietti e numerose associazioni regionali di stampa. Ribadita la necessità di abolire la pena detentiva per i giornalisti e di approvare la norma per contrastare le querele bavaglio.
Un momento dell'incontro a Napoli (Foto: Roberta De Maddi)
Un momento dell’incontro a Napoli (Foto: Roberta De Maddi)
Un momento dell’incontro a Napoli (Foto: Roberta De Maddi)
Un momento dell’incontro a Napoli (Foto: Roberta De Maddi)
Un momento dell’incontro a Napoli (Foto: Roberta De Maddi)
Un momento dell’incontro a Napoli (Foto: Roberta De Maddi)
Un momento dell’incontro a Napoli (Foto: Roberta De Maddi)

Alla vigilia della sentenza della Corte Costituzionale sulla legittimità del carcere per i giornalisti, da Napoli arriva un appello per la cancellazione della pena detentiva e per una legge per limitare le querele temerarie. Da Napoli perché è stato il Sindacato unitario a presentare per primo l'eccezione di incostituzionalità per il carcere previsto dalla legge sulla stampa e dal codice penale. Se n'è parlato nella sede del Sugc alla presenza del segretario generale della Fnsi, Raffaele Lorusso, e di tanti rappresentanti delle associazioni regionali di stampa che si sono collegati online alla riunione durante la quale è stato trasmesso anche un videomessaggio del presidente della Fnsi, Giuseppe Giulietti. È stata l'occasione per presentare le centinaia di firme raccolte da Articolo21 contro il carcere per i giornalisti e l'appello alla Corte Costituzionale italiana che arriva dal consorzio europeo Media Freedom Rapid Response, che riunisce sette organizzazioni internazionali che si occupano di libertà di stampa.

Per Lorusso la decisione della Consulta potrebbe portare a una svolta storica, attesa dal sindacato dei giornalisti fino dalla sua fondazione nel 1908. Tuttavia, la battaglia della Fnsi non si fermerà, indipendentemente dalla sentenza. “Chiederemo al Parlamento di intervenire. I sottosegretari all'Editoria Andrea Martella e alla Giustizia Vittorio Ferraresi - ha sottolineato ancora - hanno ribadito la volontà del Governo di cancellare il carcere per i giornalisti e di intervenire sulle querele bavaglio". Tuttavia, anche nel caso il carcere venga cancellato dall'ordinamento la situazione resta molto complessa: “Non bisognerà abbassare la guardia”, dice Lorusso, perché “c'è il rischio che la pena detentiva venga sostituita da una pena pecuniaria sulla cui entità si gioca la partita”. “Non vorrei - ha evidenziato - che si passasse dalla forza dissuasiva del carcere a quella di sanzioni pecuniarie elevate”.

“Le querele bavaglio sono colpi di lupara sparati alle gambe dei giornalisti, per bloccare sul nascere il loro lavoro sui covi del malaffare”, ha evidenziato Giulietti. “L'abrogazione della pena detentiva e delle querele bavaglio - ha affermato - va immediatamente approvata a difesa della libertà di tutti, senza distinzioni, per chiunque sia a rischio per aver esercitato il diritto di cronaca”. “Siamo alla vigilia di un giorno importante - ha sottolineato - al quale siamo arrivati per la tenacia e la combattività del Sugc”.

“Al nostro sportello antiquerele vengono tanti giornalisti minacciati, denunciati, aggrediti che assistiamo gratuitamente – afferma il segretario del Sugc, Claudio Silvestri – è in questo contesto, insieme con l'avvocato Giancarlo Visone, che abbiamo pensato di presentare questa eccezione di incostituzionalità. Ma ci sono altri fronti aperti, al tribunale di Foggia, in un processo che stiamo seguendo con il nostro sportello, l'accusa indaga per interruzione di pubblico servizio per un collega aggredito durante il suo lavoro. Se accolto questo teorema, metteremmo un altro tassello importante nella tutela del diritto di cronaca”.

"Rivolgo un appello ai giornalisti ad essere uniti attorno al Sindacato della Campania e alla Federazione della stampa - ha affermato il presidente del Sugc Gerardo Ausiello - Nelle scorse settimane si sono registrati da parte di sparute minoranze interne alla categoria tentativi di inquinare il clima da un lato per cercare un posto al sole e dall'altro per indebolire l'azione del Sindacato. Tentativi gravissimi messi in atto da irresponsabili. Chi punta a dividere la categoria, magari per scopi elettoralistici, danneggia tutti i giornalisti italiani".

Infine, Lorusso ha sottolineato l'importanza che l'appello per queste battaglie di libertà parta da Napoli, perché dal Sud deve partire una vertenza importantissima. Con il fallimento della Gazzetta del Mezzogiorno si impoverisce ancora di più l'editoria del Meridione. “Rischiamo di trovarci – ha detto il segretario della Fnsi – senza imprese editoriali e senza lavoro regolare. Per noi la priorità resta questa, difendere il lavoro regolare e i diritti fondamentali dei giornalisti contrastando un precariato sempre più diffuso che offende la dignità delle persone. Solo così si può continuare a garantire l'esistenza di una stampa libera e con essa la democrazia del Paese”.

Alla manifestazione alla quale hanno partecipato il direttivo del Sugc e i presidenti e i segretari di diverse associazioni regionali di stampa sono intervenuti anche l'avvocato del Sugc, Giancarlo Visone, il presidente dell'Associazione giornalisti lombardi Paolo Perucchini, la rappresentante della Fnsi nel sindacato internazionale dei giornalisti, Anna Del Freo, il consigliere nazionale dell'Ordine dei giornalisti Maurizio Paglialunga, la coordinatrice campania di Articolo21, Désirée Klain, e Paola Rosà in rappresentanza dell'Osservatorio Balcani e Caucaso Transeuropa (OBCT) e di Media Freedom Rapid Response.

@fnsisocial
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