Si celebreranno domani, 16 gennaio 2026, al Tribunale di Lecce, le battute finali degli ultimi due processi che vedono la giornalista Marilù Mastrogiovanni imputata per diffamazione a seguito di querele presentate da componenti dell'ex giunta comunale e dall'ex sindaco di Casarano. La raffica di querele, molte delle quali dichiarate infondate dalla magistratura, è iniziata nel 2017, quando furono anche sequestrati alcuni articoli del giornale che ha fondato e che dirige, "Il Tacco d'Italia".
«Nei suoi articoli la collega Mastrogiovanni ha cercato di portare alla luce i collegamenti tra la sacra corona unita salentina e i "colletti bianchi" locali, con inchieste su reati ambientali, corruzione, traffico di droga e armi, business dell'immigrazione, i retroscena di omicidi e agguati mafiosi, gli affari della Scu in tutti i comparti dell'economia del Salento e i suoi collegamenti con le mafie transnazionali», ricorda in una nota l'Associazione della Stampa di Puglia.
«Le inchieste - prosegue l'Assostampa - anche quella per cui la collega dovrà affrontare i due processi di domani, hanno avuto riconoscimenti: l'ultimo è il calendario istituzionale 2026 della Direzione investigativa antimafia nazionale, che l'ha annoverata tra i "volti femminili dell'antimafia" come simbolo del giornalismo investigativo, dedicandole il mese di marzo».
Assostampa Puglia, insieme con l'Ordine dei giornalisti e la Fnsi, ha più volte espresso solidarietà alla collega, anche chiedendo il ritiro delle querele e dei manifesti affissi contro di lei. (mf)