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Teramo, assolti in Cassazione il giornalista Fabio Capolla e il blogger Giancarlo Falconi
Sentenze 03 Feb 2017

Cassazione, il giornalista Fabio Capolla e il blogger Giancarlo Falconi non violarono il segreto istruttorio

La Corte di Cassazione ha cancellato la condanna a carico di Fabio Capolla e Giancarlo Falconi perché ‘il fatto non sussiste’: non violarono il segreto istruttorio pubblicando la notizia di una querela per molestie sessuali presentata da una dipendente pubblica di Teramo nei confronti di un superiore.

Il fatto non sussiste. Con questa formula la prima sezione penale della Corte di Cassazione ha cancellato la condanna disposta in primo grado a carico del giornalista Fabio Capolla e del blogger Giancarlo Falconi, accusati di violazione del segreto istruttorio per aver pubblicato sulle pagine abruzzesi del quotidiano Il Tempo, il primo, e sul blog "I due punti", il secondo, il contenuto di una querela.

I fatti risalgono al 2013. Capolla e Falconi pubblicarono la notizia dell’atto di querela per molestie sessuali e mobbing, regolarmente depositato, con cui una dipendente pubblica aveva denunciato un superiore. La procura della Repubblica di Teramo iniziò le indagini sulle molestie, ma aprì anche un fascicolo a carico del giornalista e del blogger.

Capolla, convinto di aver correttamente esercitato il diritto di cronaca, rinunciò ad avvalersi della possibilità di chiudere il procedimento tramite oblazione e così si andò a processo. Esattamente un anno fa, nel febbraio 2016, la condanna a giornalista e blogger al pagamento di un’ammenda di 160 euro, con la sospensione della pena. Una sentenza che suscitò le reazioni anche di sindacato e ordine dei giornalisti abruzzesi.

Oggi, cancellando la condanna, la Corte di Cassazione ha infine riconosciuto la correttezza dell’operato di Fabio Capolla e Giancarlo Falconi, che non violarono il segreto istruttorio pubblicando la notizia della querela.

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