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La sede Rai di Venezia (Foto: Didier Descouens - commons.wikimedia.org)
Cdr 30 Apr 2026

Cdr Tgr Rai: «Pronti alla mobilitazione se non ci sarà confronto sulle nuove sedi di Firenze, Genova e Venezia»

In un documento approvato all'unanimità mercoledì 29 aprile 2026, l'Assemblea dei Comitati di redazione «richiama l'azienda a un confronto immediato, anche con Usigrai e le sigle sindacali delle altre figure professionali».

«L’Assemblea dei Cdr della Tgr esprime grave preoccupazione per il piano di dismissione immobiliare della Rai che coinvolge anche due centri di produzione come Milano e Torino e le sedi di Firenze, Genova e Venezia. Vendere, restiamo in attesa di conoscere a che cifre, per andare a pagare un affitto è una strategia che fatichiamo a comprendere. Ma soprattutto pone gravi interrogativi sul futuro del Servizio Pubblico». È quanto si legge in un documento dell'Assemblea dei Cdr della Tgr Rai approvato all'unanimità mercoledì  29 aprile 2026, come si legge sul sito web dell'Usigrai.

«Di certo, fin da subito, l’Assemblea dei Cdr della Tgr – prosegue il documento – richiama l'azienda a un confronto immediato con Usigrai, i Cdr interessati e le sigle sindacali delle altre figure professionali sul futuro delle sedi di Genova, Firenze, Venezia e Milano. Confronto finora inesistente. La soluzione che l'azienda avrebbe individuato per il capoluogo toscano, ad esempio, appare totalmente inadeguata per posizione, copertura di mezzi pubblici, parcheggio, oltre a possibili interferenze tecniche con il vicino aeroporto. Marginalizzare le redazioni significa marginalizzare l'informazione di Servizio Pubblico. Così come per il Veneto è imprescindibile che colleghe e colleghi abbiano un ufficio a Venezia dove montare i servizi. Oppure l'azienda pensa che lavoreranno sui tavolini di qualche bar?».

L'Assemblea dei Cdr della Tgr, «conscia che oggi il problema riguarda tre sedi, ma domani potrebbe interessarne altre, è pronta a mobilitarsi a tutela della testata giornalistica regionale che dovrebbe essere l'architrave del Servizio Pubblico ma è sempre più indebolita fra vuoti di organico, costante riduzione del budget per le riprese e ora sedi sempre più periferiche». (mf)

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