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Migranti 19 Giu 2012

Cie di Gradisca: "Un luogo così non può che essere chiuso"

Una situazione più complessa, più critica, con più tensioni e più difficoltà rispetto ai Centri già visitati. Un luogo così deve chiudere. È quanto emerso dalla visita al Centro di identificazione ed espulsione per immigrati irregolari di Gradisca di un gruppo di parlamentari del Pd (i deputati Rosa Villecco Calipari, Delia Murer e Ivano Strizzolo, e i senatori Tamara Blazina e Carlo Pegorer) assieme ad alcuni accompagnatori, tra cui uno psichiatra.

Una situazione più complessa, più critica, con più tensioni e più difficoltà rispetto ai Centri già visitati. Un luogo così deve chiudere. È quanto emerso dalla visita al Centro di identificazione ed espulsione per immigrati irregolari di Gradisca di un gruppo di parlamentari del Pd (i deputati Rosa Villecco Calipari, Delia Murer e Ivano Strizzolo, e i senatori Tamara Blazina e Carlo Pegorer) assieme ad alcuni accompagnatori, tra cui uno psichiatra.

L'evento è stato organizzato, pur se in modo autonomo, sulla scia della campagna nazionale LasciateCIEntrare, alla quale aderiscono Fnsi e Assostampa Fvg. Rispetto all'ultimo ingresso effettuato a maggio da parte dei giornalisti, la situazione all'interno della struttura è cambiata: gli “ospiti”, ormai più che raddoppiati, dopo gli ultimi disordini non si trovano più nella zona “rossa”, ma in quella “blu” appena ripristinata, mentre l'area “verde” è ancora in corso di ristrutturazione. Ciò che non è cambiato è, a quanto sembra dal breve resoconto proposto in conferenza stampa, la situazione di profondo disagio cui sono sottoposte le persone rinchiuse nel Centro. Niente cellulari, niente spazi di svago o di socializzazione, pasti consumati nella propria cella (anche se la mensa dovrebbe riaprire entro breve, così come pure il campo da calcio), persone che continuano ad esser lasciate tutto il giorno a sé stesse, esasperate dall'assenza di risposte, anche per il continuo spostamento da un Cie all'altro. “Un senso di frustrazione e di ingiustizia patita, una sensazione vissuta solo nel manicomio”, il commento rilasciato alla giornalista della Rai regionale dallo psichiatra Pierpaolo Mezuia, direttore del dipartimento di salute mentale di Monfalcone. Commenta la senatrice di San Dorligo della Valle – Dolina (Trieste) Tamara Blažina: “Abbiamo visto situazioni molto diverse da un luogo all'altro, ora è necessario capire per intervenire con delle proposte capaci di garantire maggiori libertà”. A colpire i politici, infatti, la promiscuità di categorie di persone costrette a vivere assieme (ad esempio persone che hanno semplicemente perso il lavoro con persone provenienti da un periodo di detenzione), alcuni fenomeni di autolesionismo, ma pure un prolungamento del periodo di permanenza fino a 18 mesi che, anziché esser sfruttato in via eccezionale come dovrebbe, sta diventando sempre più una prassi: “Anche in questo senso bisogna ripensare il ruolo dei Cie e le politiche sull'immigrazione”, conclude Blažina. E sempre nella stessa direzione continueranno le prossime visite ai Cie, i cui dati raccolti saranno schedati dall'on. Rosa Villecco Calipari che, riferendosi al centro di Gradisca, si è espressa affermando che un luogo così andrebbe chiuso.

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