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Internazionale | 21 Ott 2019
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Copyright, i giornalisti francesi: «Google viola la legge». Il sostegno della Fnsi ai colleghi d'oltralpe

Mobilitazione dei media contro il rifiuto del colosso del web di remunerare gli editori per i diritti connessi alla pubblicazione dei contenuti in rete, come previsto dalla Direttiva Ue che in Francia entrerà in vigore il 24 ottobre. Lorusso: «Senza remunerazione non c'è informazione e non c'è democrazia».
Copyright, i giornalisti francesi: «Google viola la legge» (Foto: Ansa)

«Google sta violando la legge. Chi decide deve rafforzare i testi in modo che non possa più distorcerli». Si legge nel duro appello della campagna di raccolta firme promossa dai giornalisti francesi contro il rifiuto di Google a remunerare gli editori per i diritti connessi alla pubblicazione dei contenuti in rete, come previsto dalla Direttiva Ue sul diritto d'autore che entrerà in vigore il 24 ottobre in Francia. Alla mobilitazione del mondo dei media francesi si uniscono anche i giornalisti italiani.

«Sottoscriviamo parola per parola l'appello dei colleghi francesi» ha detto all'Ansa Raffaele Lorusso, segretario generale della Federazione nazionale della Stampa italiana. «Devono fermarsi – ha sottolineato – davanti all'evidenza che lo sfruttamento dei contenuti, senza remunerare gli autori, sta condannando le imprese alla chiusura e a perdere lavoro».

Nell'appello si fa riferimento a quello che appare come un vero e proprio ricatto a cui sarebbero soggetti gli editori: «O i media firmano un consenso a Google rinunciando a una remunerazione, in modo che il modello attuale basato sulla gratuità continui oppure, se i media rifiutano, saranno soggetti a terribili ritorsioni: la visibilità del loro contenuto sarà ridotta al minimo», si legge.

«Abbiamo chiesto al sottosegretario per l'editoria Andrea Martella che si proceda anche in Italia all'applicazione della direttiva Ue sul copyright», ha detto Giuseppe Giulietti, presidente della Fnsi all'Ansa dopo la mobilitazione e l'appello dei giornalisti francesi. Appello che, secondo Giulietti, dovrebbe avere un taglio non corporativo perché riguarda tutti i creativi, gli artisti e il mondo del cinema. «L'idea che esistano giganti del web che spesso fuggono al fisco, che non rispettano le norme è un problema democratico», ha insistito Giulietti.

Secondo i rappresentanti del sindacato della stampa italiana il governo attuale sembra «più cautamente disponibile» a recepire la direttiva europea, rispetto ai precedenti rappresentanti politici che votarono contro la normativa, ma «assistiamo ogni giorno a una rapina quotidiana dei contenuti giornalistici, senza remunerazione non c'è informazione e non c'è democrazia», ha concluso il segretario Lorusso.

@fnsisocial
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