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Diffamazione 24 Giu 2015

Diffamazione, slittato a oggi l’esame del testo alla Camera. Serve più tempo per valutare le norme sulle ‘liti temerarie’

Dopo l’ok a due emendamenti proposti dalla commissione Giustizia e l’approvazione da parte dell’Aula dell’articolo 1 della proposta di legge, sempre nel pomeriggio, si allungano i tempi per l’approvazione alla Camera, in seconda lettura, del provvedimento recante “Modifiche alla legge 8 febbraio 1948, n. 47, al codice penale, al codice di procedura penale, al codice di procedura civile e al codice civile in materia di diffamazione, di diffamazione con il mezzo della stampa o con altro mezzo di diffusione, di ingiuria e di condanna del querelante nonché di segreto professionale”.

Dopo l’ok a due emendamenti proposti dalla commissione Giustizia e l’approvazione da parte dell’Aula dell’articolo 1 della proposta di legge, sempre nel pomeriggio, si allungano i tempi per l’approvazione alla Camera, in seconda lettura, del provvedimento recante “Modifiche alla legge 8 febbraio 1948, n. 47, al codice penale, al codice di procedura penale, al codice di procedura civile e al codice civile in materia di diffamazione, di diffamazione con il mezzo della stampa o con altro mezzo di diffusione, di ingiuria e di condanna del querelante nonché di segreto professionale”.

Su richiesta della stessa commissione Giustizia slitta infatti a domattina l'esame della nuova: serve più tempo per esaminare gli emendamenti all'articolo 5, relativo alle liti temerarie. Tutto secondo copione, invece,  per l’emendamento che prevede la non punibilità per il giornalista che, avendo chiesto la pubblicazione della rettifica ad un proprio scritto reclamata dalla persona offesa al direttore responsabile non la abbia ottenuta. 
Mentre l’altro emendamento della commissione approvato dall'Aula, prevede che non saranno solo i giornalisti, professionisti o pubblicisti, ma tutti coloro i quali abbiano scritto sulla testata ad essere considerati come creditori privilegiati nei confronti dell'editore per le somme pagate a titolo di risarcimento danni alla persona diffamata.
E poi via libera alla cancellazione del carcere per i giornalisti, che in caso di diffamazione a mezzo stampa potranno essere puniti solo con pene pecuniarie, secondo quanto previsto – appunto – dal primo articolo della riforma della diffamazione approvato dall'Aula della Camera con 207 sì, 62 contrari e 5 astenuti. 
Anche se lascia perplessi l’ammontare delle multe previste in sostituzione della pena detentiva e - soprattutto – preoccupa che l’Aula abbia bisogno di altro tempo per decidere sulle ‘liti temerarie’.

@fnsisocial

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