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Cpo-Fnsi | 07 Mar 2014
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'Giornalismo e violenza sulle colleghe nel mondo' Somalia, vicenda Fadumo emblema dramma dei media

“La vicenda di Fadumo Abdulkadir Hassan, la giornalista somala violentata in redazione, arrestata, licenziata e ora in cerca di una vera libertà, è l’emblema di una condizione drammatica per tutti gli operatori del settore e per i diritti civili e umani in Somalia e nel mondo. La testimonianza portata oggi al centro dell’incontro promosso, a Roma nella Sala Tobagi, dalla Commissione pari opportunità (Cpo) della Federazione Nazionale della Stampa Italiana, unitamente a quella di Radio Shabelle (pestaggio e chiusura raccontata dal suo direttore Abdi Mohamud Ismail) sono le evidenze più gravi, e conosciute anche fuori dal continente africano, di un allarme che richiede attenzioni e risposte a tutta la comunità internazionale.

“La vicenda di Fadumo Abdulkadir Hassan, la giornalista somala violentata in redazione, arrestata, licenziata e ora in cerca di una vera libertà, è l’emblema di una condizione drammatica per tutti gli operatori del settore e per i diritti civili e umani in Somalia e nel mondo. La testimonianza portata oggi al centro dell’incontro promosso, a Roma nella Sala Tobagi, dalla Commissione pari opportunità (Cpo) della Federazione Nazionale della Stampa Italiana, unitamente a quella di Radio Shabelle (pestaggio e chiusura raccontata dal suo direttore Abdi Mohamud Ismail) sono le evidenze più gravi, e conosciute anche fuori dal continente africano, di un allarme che richiede attenzioni e risposte a tutta la comunità internazionale.

L’incontro di oggi della Fnsi ha acceso le luci sulle violenze alle donne e all’informazione – nell’ambito della ricorrenza dell’8 marzo – e ha aperto un canale di attenzione e iniziative specifiche sul caso Somalia. La presenza e gli interventi del vice ministro degli Esteri Lapo Pistelli, dell’ambasciatore italiano a Nairobi con delega alla Somalia, Andrea Mazzella, nonché, fra gli altri, della Consigliera Nazionale di Parità, Alessandra Servidori, di Graziella Rivitti, del ministero dello Sviluppo Economico, di Maria Andaloro, promotrice della campagna “Posto occupato”, di Silvia Guberti, capitano degli alpini del “Female Engagement Team” in Afghanistan nel 2010, di Mimma Iorio, direttore generale Inpgi e di Vincenzo Vita di Articolo21 che espresso sostegno totale alla giornata di oggi e alle iniziative che seguiranno, rappresentano una assunzione di impegni diffusi di alto valore.
Di grande significato è certamente l’azione avviata dal ministero degli Esteri, per il quale il vice ministro Pistelli è stato portavoce di linee guida e di impegno specifico molto concreti, a partire dal sostegno a Fadumo e ai giornalisti che portano su di sé le sofferenze delle violenze ed esprimono con coraggio una denuncia che chiama solidarietà. Da qui l’impegno a rafforzare ulteriormente la cooperazione italiana all’insegna della linea delle 3P: prevenire, punire, proteggere.
La Federazione Nazionale della Stampa, intervenuta con la presidente e la coordinatrice della Cpo, Lucia Visca e Donatella Alfonso, il segretario generale e il presidente del sindacato, Franco Siddi (anche a nome della Federazione Internazionale Ifj) e Giovanni Rossi e la vice segretaria Daniela Stigliano, ha manifestato grande preoccupazione per la sorte della collega Fadumo vittima di violenze, oggi ancora esposta a gravissimi rischi personali per la vita, priva di lavoro eppure tesa a coltivare la speranza di futuro. Piena conferma da parte della Fnsi di un’attività solidale in Italia perché i media e la comunità civile e istituzionale aumentino l’attenzione e la capacità di sostegno per una Somalia liberata dai soprusi e dalle prepotenze. La rete di collegamento con i media italiani sarà rafforzata e allo stesso tempo sarà rinvigorito il raccordo con gli ambiti istituzionali e politici nazionali e internazionali per una rete di tutele alle giornaliste e a tutti coloro che si battono per la libertà di informazione, di culto e di idee nel Paese.  La solidarietà della Fnsi, con le colleghe e i colleghi, ha inoltre un carattere permanente con la partecipazione a tutti i programmi lanciati in questa direzione dalla Federazione internazionale (Ifj), di cui il sindacato italiano dei giornalisti è parte integrante e attiva”. 

APPELLO CPO-FNSI. DRAPPO ROSSO, POSTO OCCUPATO PER DONNE ASSENTI
7 MARZO, 'GIORNALISMO E VIOLENZA SULLE COLLEGHE NEL MONDO'
SOMALIA: LIBERTÀ DI STAMPA E DIRITTI UMANI, CASO RADIO SHABELLE

“A nome di tutte le vittime del femminicidio e della violenza quotidiana, anche quando non arriva alle conseguenze più tragiche, la Commissione Pari Opportunità della Federazione Nazionale della stampa rilancia, in vista dell’8 marzo, la mobilitazione “Posto occupato” ideata lo scorso anno da “la Grande Testata”. Venerdì 7 marzo, dalle 10,30 alle 13,30, l’iniziativa sarà sostenuta con un incontro in Fnsi, Corso Vittorio Emanuele II, 349, al quale sarà presente Fadumo Abdulkadir Hassan, giovane giornalista somala stuprata in redazione e successivamente arrestata. Per le donne, oltre a essere vittima di femminicidio, ci sono purtroppo molti modi di morire. Si muore per la vergogna di essere state molestate. Si muore per la perdita di dignità una volta espulse dal mondo del lavoro. Si muore, come nel caso di Fadumo, perché qualcuno vuole spegnere la tua voce.Per questo altre testimonianze di che cosa significhi per le donne essere vittima di violenza e molestie, così come di essere messe ai margini della società e del mondo del lavoro, saranno portate dal  capitano Silvia Guberti, alpina, capo del Female Engagement Team in Afghanistan nel 2010, da Maria Andaloro, la collega che ha promosso la campagna “Posto occupato”, da Graziella Rivitti, ministero Sviluppo economico, che interverrà sulle difficoltà di reintegrazione delle donne cinquantenni espulse dal processo produttivo, da Mimma Iorio, direttore generale dell’Inpgi. 
Previsti anche interventi di Lapo Pistelli, viceministro degli Esteri, e Alessandra Servidori, consigliera nazionale di parità. Intervengono il presidente e il segretario generale Fnsi, Giovanni Rossi e Franco Siddi. Introduce Donatella  Alfonso coordinatrice della Cpo Fnsi, coordina Lucia Visca presidente Cpo Fnsi. Conclude  l’iniziativa Daniela Stigliano, vicesegretario della Fnsi.
La Federazione Nazionale della Stampa Italiana ha lanciato anche  un appello affinché in tutti i telegiornali e in tutti i talk show televisivi,  su qualunque rete televisiva o web e di qualunque argomento si discuta, ci sia un posto occupato da qualcosa di rosso: a testimoniare che la violenza sulle donne e contro le donne è uno dei problemi fondamentali di questo mondo. E chiede anche  che le trasmissioni dei salotti televisivi si occupino, almeno per un giorno, di questioni tenute a margine: a partire dalle spagnole del Tren de la Libertad che non solo difendono l’autodeterminazione nella legge sull’aborto, ma rilanciano l’autonomia e il diritto delle donne, per arrivare alle questioni di genere legate alla nuova legge elettorale e a tutte le sedi della rappresentanza, a quelle legate alla salute, al lavoro e alle garanzie di welfare.
La vicenda di Fadumo Abdulkadir Hassan è  significativa in una giornata  che vuole celebrare l’8 marzo segnalando come spesso si preferisca che le donne siano assenti. Negli ultimi mesi uno dei più importanti media della Somalia, Shabelle Media Network, composta da due radio ed una televisione, è stata chiusa dalla polizia politica di Mogadiscio con la distruzione delle apparecchiature di trasmissione.
L’occasione è stata l’intervista ad una giovanissima giornalista di Kasmo Radio (la Voce delle donne), Fadumo Abdulkadir Hassan, violentata da due esponenti della polizia politica nell’emittente di Stato Radio Mogadiscio. Poco dopo sia il direttore e un giornalista  sia l’editore dell’emittente sono stati arrestati. La colpa? Aver diffuso, tramite Youtube, la notizia. Anche la collega Fadumo è stata arrestata e torturata rischiando la vita così come, d’altronde, numerosi giornalisti in Somalia mentre svolgevano la loro professione. Se ne contano almeno venti dall’agosto del 2012. All’iniziativa saranno presenti anche l’editore, il direttore e un giornalista di Radio Shabelle: Abdimalik Yusuf Mohamud, Abdi Mohamed Ismail e Ahmed Abdullahi Jama. Roma 6 marzo 2014

DRAPPO ROSSO PER UN POSTO OCCUPATO PER LE DONNE ASSENTI
IL 7 MARZO RIUNIONE APERTA DELLA CPO IN FNSI

La Commissione pari opportunità della Fnsi ha rivolto un appello ai conduttori dei talk show e dei salotti televisivi e radiofonici affinché nell’approssimarsi dell’8 marzo aderiscano alla campagna Posto occupato e lascino una sedia vuota riservata idealmente alle donne maltrattate, molestate, uccise, tenute ai margini della società e del mondo del lavoro. Una lettera è stata inviata alla presidente della Rai Anna Maria Tarantola, al presidente di Mediaset Fedele Confalonieri, a quello de La7 Umberto Cairo e all’amministratore delegato di Sky Italia Andrea Zappia, chiedendo l’adesione alla campagna da parte delle aziende da loro guidate. Sono stati anche contattati i conduttori di tutti i salotti delle trasmissioni televisive e radiofoniche.
Per dare forza all’appello è stata anche aperta una pagina Facebook, all’indirizzo “ Fnsi: un posto occupato per le donne assenti”, attraverso la quale far sentire la voce delle donne e della società civile non solo in occasione dell’8 marzo ma anche nei prossimi mesi.
Il 7 marzo dalle ore 10, 30 alle ore 14,00 riunione aperta della Cpo, nella sede della Fnsi - Corso Vittorio Emanuele II, 349-00186 Roma.

L’APPELLO: “UN POSTO OCCUPATO PER LE DONNE ASSENTI”

Un drappo di stoffa rossa, a segnare che quel posto è occupato. E lo è da una persona di riguardo: una donna. Una donna che un posto lo occupava, a casa, al lavoro, sul bus, a scuola, a teatro, comunque nella vita. Quel posto che le è stato tolto da un uomo: magari una volta amato, magari diventato un minaccioso sconosciuto. Qualcuno che ha deciso di togliere loro il posto e la vita. 
E invece, quel posto va occupato. A nome loro e di tutte le altre, le vittime del femminicidio e della violenza quotidiana, anche quando non arriva alle conseguenze più tragiche. La Commissione Pari Opportunità della Federazione Nazionale della stampa rilancia, in vista dell’8 marzo, la mobilitazione “Posto occupato” ideata lo scorso anno da “la Grande Testata”. E lancia un appello perché in tutti i talk show televisivi, su qualunque rete televisiva o web e di qualunque argomento si discuta, ci sia un posto occupato da qualcosa di rosso: a testimoniare che la violenza sulle donne e contro le donne è uno dei problemi fondamentali di questo mondo. E chiede anche che le trasmissioni dei salotti televisivi si occupino, almeno per un giorno, di questioni tenute a margine: a partire dalle spagnole del Tren de la Libertad che non solo difendono l’autodeterminazione nella legge sull’aborto, ma rilanciano l’autonomia e il diritto delle donne, per arrivare alle questioni di genere legate alla nuova legge elettorale e a tutte le sedi della rappresentanza, a quelle legate alla salute, al lavoro e alle garanzie di welfare.
Per questo l’appello è a tutto il mondo dell’informazione: un posto occupato per ricordare chi forzatamente da quel posto è stata buttata fuori. E perché tutti i posti delle donne siano occupati. Senza una striscia rossa di sangue, di dolore, di emarginazione.

Per aderire alla campagna, si possono mandare messaggi alla pagina Facebook o alla mail cpo.fnsi@fnsi.it 

PUBBLICHIAMO LE ADESIONI CHE CI SONO PERVENUTE

Aderisco anche io alla campagna “POSTO CCUPATO”
Elisabetta Cadorin
Martellago, Venezia
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Il Centro Donna del Comune di Venezia aderisce alla campagna da voi lanciata.
Nel corso dei nostri 22 appuntamenti che si svolgeranno nell'arco del mese di marzo, ne daremo notizia.
Un cordiale saluto.
Gabriela Camozzi
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Gentile dott.ssa Visca,
facciamo seguito ai precedenti contatti e la ringraziamo, anzitutto, per il graditissimo invito.
Dobbiamo tuttavia comunicarle l'impossibilità per l'Avvocato Bongiorno di presenziare alla riunione del 7 marzo, a causa di pregressi ed improrogabili impegni già fissati in agenda per tale data.
Esprimiamo, in ogni caso, piena condivisione rispetto all'iniziativa in programma cui aderiamo senz'altro.
Con i più cordiali saluti,
Fondazione Doppia Difesa Onlus.
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La Commissione per le pari opportunità tra uomo e donna della Provincia di Venezia sostiene la vostra campagna “drappo rosso per un Posto Occupato” in occasione delle trasmissioni televisive e radiofoniche di talk show nella ricorrenza dell’8 marzo.
Si augura la massima adesione all’invito per una tv pubblica sempre più attenta, sensibile e attiva contro la violenza sulle donne.
per la Commissione
M. Elena Tomat, presidente
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SeNonOraQuando Es Ist Zeit Alto Adige Südtirol, invita i media locali a dare massima diffusione e ad aderire all’iniziativa.
Cordialmente
SeNonOraQuando – EsIstZeit – Alto Adige Südtirol
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Salve, mi chiamo Marina Moretti, sono una giornalista televisiva. Desidero aderire alla campagna "Posto occupato" lanciata in vista dell'8 marzo (e oltre...).
Grazie
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Rispondo all'invito di SENONORAQUANDO a Voi ben noto e aggiungo il mio nome
agli altri
PAOLA SCARPA
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L’ONERPO (Osservatorio Nazionale ed Europeo per il rispetto delle Pari Opportunità) aderisce alla campagna “Drappo rosso per un posto occupato”.
La pubblicazione sul nostro sito.
Cordiali saluti.
La Presidente Aura Nobolo
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Carissimi, solo per comunicarvi che l'emittente Canale 10 Gela che ho il piacere di dirigere aderisce all'iniziativa "Drappo rosso per un posto occupato". Potete prenderne visione attraverso i programmi "10 domande 10" che andrà in onda lunedì 3 marzo prossimo e "Agorà", previsto per venerdì 7 marzo. Entrambi i programmi televisivi, saranno visibili on line all'indirizzo www.tg10.it/ (sezione i video della settimana) il giorno dopo la messa in onda.
Saluti
Giuseppe D’Onchia
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Marcello Zinola ex segretario giunta associazione ligure dei giornalisti. Prepensionato de Il Secolo XIX Genova.
Idealmente quel posto i colleghi e le colleghe pensionati e pensionate o prepensionati-prepensionate, lo lascino libero evitando vergognose forme di collaborazione rientrando dalla porta da dove sono usciti, anche per chi colleghe o colleghi, fatica a sopravvivere. Anche questo è egoismo e violenza. Anche nel sindacato: portiamo la nostra esperienza ma lasciamo spazio agli attivi per i ruoli di rappresentanza e dirigenza.
Marcello Zinola
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Graziella Rivitti, Ministero Sviluppo Economico
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Anche la Rete per la Parità aderisce all’iniziativa e s’impegna a diffonderla
Cordiali saluti. La Segreteria
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Aderisco subito all'appello. Mi sembra che l'invenzione (complimenti a chi ha avuto l'idea) sia di ottimo impatto se i media tradizionali vorranno aiutare le donne.
Un caro saluto
Giancarla Codrignani
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Il Comitato "Se Non Ora Quando?" Torino aderisce alla campagna "Posto occupato", indetto dalla FNSI.
Cordiali saluti
Enrica Guglielmotti
Presidente Associazione "Se Non Ora Quando?" Torino
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Maria Antonia PATA - medico
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GiULiA (GIornaliste Unite LIbere Autonome)
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Aderisco. Con convinzione.
Vanna Palumbo
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Sottoscriviamo con piacere l'appello.
UDI Monteverde
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La FILDIS Nazionale (Federazione Italiana Laureate e Diplomate Istituti Superiori) ADERISCE alla campagna "Posto occupato" promossa dalla Commissione pari opportunità della Fnsi . Si impegna a diffonderla.
Gabriella Anselmi
Presidente Nazionale FILDIS
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Il gruppo " Se non ora, quando? Donne e informazione" aderisce all'iniziativa.
Buon lavoro
Cinzia Romano
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Condivido il vostro appello, e sono pronta a sostenere l'iniziativa.
Coinvolgetemi. Grazie
Monica Cirinnà
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Siamo al vostro fianco attive, partecipative, responsabili e decise. Molto decise
ASSOCIAZIONE TUTTEPERITALIA http://www.tutteperitalia.it/
La Presidente e la Vice Presidente
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Aderiamo come Consigliera Nazionale di parità Ministero del lavoro e delle politiche sociali e mettiamo sul nostro sito istituzionale
Alessandra Servitori

@fnsisocial
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