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La sede del Consiglio d'Europa
Istituzioni 06 Giu 2019

Il Coordinamento italiano per la sicurezza dei giornalisti 'best practice' del Consiglio d'Europa

Per l'organismo internazionale, il Centro costituito al ministero dall'Interno con la partecipazione di Fnsi e Ordine dei giornalisti, «costituisce un primo caso di interazione tra Autorità  pubbliche e i rappresentanti della società  civile più qualificati a partecipare ad approfondimenti sul fenomeno», dice il rappresentante Pierluigi Mazzella, che ha illustrato l'iniziativa a Strasburgo.

Si è chiusa a Strasburgo la 16esima Riunione Plenaria del CDMSI – Steering Committee on Media and Information Society del Consiglio d'Europa, che si è occupata della anche della sicurezza dei giornalisti in Italia. Il Rappresentate italiano, Pierluigi Mazzella, su richiesta del Comitato permanente, ha informato i colleghi dei 47 Stati membri sulla istituzione a fine 2017 presso il ministero dell'Interno del Centro di coordinamento per le attività di monitoraggio, analisi e scambio permanente di informazioni sul fenomeno degli atti intimidatori nei confronti dei giornalisti (e a seguire dopo un anno, nel 2018, del suo organismo operativo di supporto), cui partecipano la Federazione nazionale della Stampa italiana e l'Ordine dei giornalisti, oltre ai rappresentanti del ministero e della Polizia di Stato.

Il nuovo meccanismo di tutela è stato considerato di interesse proprio perché la presenza al tavolo dei giornalisti e dei media costituisce garanzia di 'early-warning' e 'fast-response' per il successivo accesso alle misure di protezione da parte dei giornalisti minacciati dal crimine organizzato e dai gruppi neonazisti e neofascisti.

«Il Centro di coordinamento italiano – ha detto l'avvocato Mazzella – sarà verosimilmente inserito tra le best-practice nelle Linee-guida sull'implementazione della CM/Rec 2016 (4) on the Protection of Journalism and Safety of Journailsts del Consiglio d'Europa. Costituisce infatti un primo caso di interazione tra Autorità pubbliche e giornalisti, i rappresentanti della società civile più qualificati a partecipare ad approfondimenti sul fenomeno e a formulare proposte volte a individuare strategie mirate alla prevenzione e al contrasto».

Negli ultimi anni il Consiglio d'Europa, a seguito della Raccomandazione del 2016, ha intensificato il proprio impegno a garanzia della protezione dei giornalisti minacciati di violenza. Basti ricordare la Piattaforma online e il Rapporto 2018 sulla sicurezza dei giornalisti di recente pubblicazione, dove la situazione italiana è tra quelle 'critiche'.

@fnsisocial

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