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Cpo-Fnsi 07 Mar 2016

#IoNonStoZitta, l'appello della Cpo Fnsi contro le querele temerarie

Un appello per trovare una soluzione al problema delle querele temerarie lanciato da chi si è trovato a dover fare i conti con questa nuova forma di minaccia e intimidazione. È l’iniziativa promossa dalle giornaliste che hanno partecipato a #IoNonStoZitta, la manifestazione organizzata dalla Cpo Fnsi “per difendere la libertà d’informazione ed esigere il rispetto della nostra dignità di donne”, ha detto la presidente della Commissione pari opportunità, Alessandra Mancuso.

Lottano ogni giorno contro l’arroganza di certa politica e di tanta antipolitica, contro il malaffare e la mafia, le discriminazioni, lo stalking e il sessismo. Sono le giornaliste che hanno raccontato le loro storie nel corso di #IoNonStoZitta, l’iniziativa organizzata nella sala “Walter Tobagi” di corso Vittorio Emanuele II, a Roma, dalla Commissione pari opportunità della Fnsi.
Insieme con la presidente della Cpo, Alessandra Mancuso, e le numerose giornaliste e giornalisti presenti, hanno voluto condividere la loro testimonianza, tra le altre, le colleghe Alessia Candito, Marilù Mastrogiovanni, Amalia De Simone, Rosaria Brancato, Roberta Polese, Marilena Natale, Sabrina Pignedoli, Nadia Verdile, Graziella Di Mambro, la giornalista del quotidiano turco Cumhuriyet, Ceyda Karan, e, in collegamento Skype, la giornalista egiziana Hanan Solayman.
“Siamo qui per difendere la libertà d’informazione ed esigere il rispetto della nostra dignità di donne”, ha detto la presidente Mancuso aprendo la manifestazione organizzata in collaborazione con Amnesty International, Articolo 21, Cpo Usigrai, GiULiA, Gruppo di lavoro pari opportunità Ordine dei Giornalisti, Italians for Darfur, Ossigeno per l’Informazione e Rsf Italia. “Non vogliamo fare retorica, né fare solo denuncia – ha rilevato Alessandra Mancuso – ma fare luce su una realtà: la minaccia è una forma di violenza che subiamo come giornaliste e come donne”.
Nel suo intervento il presidente della Fnsi, Giulietti, ha rilanciato l’iniziativa della manifestazione davanti all’ambasciata egiziana “per Giulio Regeni e per i tanti Giulio di tutto il mondo”, ricordando che “la libertà di stampa non ha confini e noi continueremo ad occuparci di giornalisti minacciati e dei tentativi di imbavagliare la stampa in qualunque parte del mondo”, riferendosi in particolare, ma non solo, alle recenti vicende di Istanbul.
“Stamattina – ho proseguito Giulietti – abbiamo incontrato il presidente del Senato, Pietro Grasso, al quale abbiamo chiesto di porre al presidente turco Erdogan e al governo italiano la questione della libertà di stampa in Turchia e di affrontare il problema delle querele temerarie. Un tema particolarmente delicato affrontato anche dalla relazione redatta dalla commissione Antimafia che contiene tante delle storie raccontate qui oggi dalle colleghe intervenute”.
Sul tema delle querele temerarie si è soffermato anche il segretario generale Raffaele Lorusso: “Le criticità sull’ordinamento italiano sono state sollevate più volte dagli organismi internazionali. C’è il carcere per i cronisti, ci sono le querele temerarie, c’è il servizio pubblico nelle modalità con cui viene gestito dalla politica, c’è il tema dell’antitrust”.
Lorusso ha poi evidenziato come “la stessa Cedu abbia chiesto che chi propone una querela temeraria e poi perde in giudizio debba essere condannato ad un risarcimento proporzionale alla cifra chiesta come risarcimento danni. La mia proposta è di lanciare da qui una mobilitazione per arrivare ad un emendamento nella proposta di legge sulla diffamazione o nella riforma del processo civile che vada in questa direzione”.
Proposta accolta dall’assemblea che ha rivolto un appello (qui) lanciando una raccolta di firme perché venga finalmente risolto il problema delle querele temerarie, “sempre più un vero e proprio strumento di intimidazione nei confronti delle giornaliste e dei giornalisti che cercano di svolgere al meglio il proprio lavoro di informare correttamente i cittadini su quello che succede intorno a loro”, ha spiegato Alessandra Mancuso.
Durante l’incontro, la presidente della Cpo ha infine lanciato un nuovo servizio a disposizione delle colleghe: uno sportello virtuale cui rivolgere le segnalazioni in caso di discriminazioni, attacchi e minacce ricevute inviando una mail all’indirizzo cpofnsi@gmail.com.

8 marzo: Fnsi aderisce appello croniste contro querele temerarie
La Federazione nazionale della stampa italiana "fa proprio l'appello delle croniste minacciate promosso nell'ambito dell'iniziativa #IoNonStoZitta della Commissione pari opportunità della Fnsi" contro le querele temerarie. E nel giorno della festa della donna ha trasmesso il testo dell'appello al presidente del Consiglio dei ministri e ai presidenti di Camera e Senato, "con l'auspicio - dice una nota - che vengano adottate idonee iniziative legislative per mettere fine al fenomeno non più tollerabile delle querele temerarie". La Fnsi invita inoltre tutti i giornalisti italiani a sottoscrivere il testo dell'appello, inviando una mail a redazione@articolo21.info.
(Agi - Roma, 8 marzo 2016) 
 
 
 
 
 
 
 

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