L'aula del Senato ha approvato all'unanimità, mercoledì 29 aprile 2026, il disegno di legge che istituisce la Giornata in memoria dei giornalisti uccisi a causa dello svolgimento della loro professione. La ricorrenza cadrà ogni anno il 3 maggio, in coincidenza con la Giornata mondiale della libertà di stampa.
«Ringraziamo il Parlamento per aver istituito la Giornata in ricordo dei giornalisti morti a causa dello svolgimento del loro lavoro. La Fnsi li onora e li ricorda in ogni momento», rileva Alessandra Costante, segretaria generale della Federazione nazionale della Stampa italiana.
«Ma vorrei ricordare al Parlamento – incalza Costante – che i giornalisti vivi attendono da anni un provvedimento su equo compenso dovendo fare i conti con un precariato selvaggio e redditi al di sotto della soglia della povertà; e da anni, tra le altre cose, attendono la cancellazione del carcere per le querele per diffamazione e una norma contro le querele temerarie, bavaglio alla libertà di stampa».
Nato da un'iniziativa del deputato Paolo Emilio Russo di Forza Italia, il Ddl era stato approvato all'unanimità alla Camera nel luglio del 2025. «L'approvazione finale all'unanimità da parte del Senato, dopo il voto unanime della Camera, a pochi giorni dal giorno prescelto, è particolarmente significativa: un segnale importante di attenzione a una categoria che ha dato un contributo prezioso alla nostra democrazia e a un settore, quello del giornalismo e dell'editoria, attraversato da una vera e propria rivoluzione», osserva Russo.
Anche il sottosegretario alla Presidenza del consiglio con delega all'Informazione e all'Editoria, Alberto Barachini, commenta il via libera ribadendo: «Siamo e saremo sempre dalla parte dell'informazione, pilastro della nostra democrazia. Riconoscenti a tutti i giornalisti che hanno perso la vita per consentire alle nostre fondamenta democratiche di essere solide».
La legge prevede, fra le altre cose, che lo Stato, le Regioni e gli enti locali promuovano iniziative di sensibilizzazione coinvolgendo scuole, Università, associazioni di settore e l'Ordine professionale per ricordare e onorare i cronisti uccisi per lo svolgimento del loro lavoro e che il servizio pubblico dedichi spazi al racconto delle storie dei giornalisti caduti. Il Dipartimento per l'informazione e l'editoria della presidenza del Consiglio pubblicherà i loro nomi sul proprio sito istituzionale. (mf)