Un’alleanza tra sanità integrativa e sistema produttivo delle piccole e medie imprese per affrontare una delle principali sfide dei prossimi decenni: l’invecchiamento della popolazione e la sostenibilità del welfare sanitario. «In un contesto segnato dall’invecchiamento della popolazione e dall’aumento delle cronicità, la sanità integrativa può svolgere un ruolo rilevante, se gestita in modo sostenibile», sottolinea Marco Micocci, docente di Matematica finanziaria e scienze attuariali all’Università di Cagliari. «Senza i fondi sanitari, si stima che circa 7 milioni di visite, accertamenti e prestazioni di alta diagnostica si riverserebbero ogni anno sul Servizio sanitario nazionale». I dati verranno resi noti nel corso di un evento promosso da Casagit Salute, società nazionale di mutuo soccorso nata dai giornalisti italiani e da Pmi Salute, fondo di sanità integrativa dedicato alle piccole e medie imprese manifatturiere e meccaniche. L’appuntamento, dal titolo “La psicologia dell’invecchiamento tra clinica, prevenzione e qualità della vita”, è in programma lunedì 23 febbraio, con inizio alle ore 11, nella sede di Casagit Salute in via Marocco 61, Roma.
«Possiamo lavorare bene insieme, non solo per i singoli iscritti ma anche e soprattutto per il benessere comune», sottolinea Alfredo Longhi, presidente di Pmi Salute. «La partnership con Casagit è strategica perché unisce competenze, risorse e visioni condivise. Non solo: sostenere assieme la prevenzione è determinante per la futura sostenibilità del sistema sanitario».
In un contesto demografico caratterizzato dall’aumento dell’aspettativa di vita e dall’espansione delle patologie croniche, la sanità integrativa si configura dunque come leva fondamentale non solo per la tutela della salute dei lavoratori, ma anche per la tenuta complessiva del Servizio sanitario nazionale. Le piccole e medie imprese – che rappresentano l’ossatura del sistema produttivo italiano – sono chiamate a svolgere un ruolo attivo, integrando strumenti di prevenzione e assistenza nei propri sistemi di welfare aziendale.
«Viviamo più a lungo e anche più a lungo in buona salute», spiega Fabio Lucidi, professore di Psicometria all’Università La Sapienza di Roma. «Ma per migliorare gli esiti di salute servono una vita cognitiva stimolante, relazioni sociali e attività fisica regolare». Oggi, tuttavia, pratica sport solo il 17% delle persone tra i 65 e i 74 anni, quota che scende al 6% tra gli over 75.
Alla prevenzione neurologica è dedicato il protocollo “Train the brain”, proposto dalla Fondazione Igea come strumento di valutazione dopo i 45 anni. «Fare controlli neuropsicologici consente di intercettare precocemente deficit cognitivi asintomatici, preservando nel tempo la qualità della vita e riducendo il rischio di demenze», afferma Giovanni Anzidei, vicepresidente della Fondazione Igea.
All’incontro è prevista la partecipazione di Francesco Landi, direttore del Dipartimento di Scienze dell’invecchiamento della Fondazione Policlinico Universitario Agostino Gemelli Irccs.
I lavori saranno coordinati da Laura Berti, giornalista, conduttrice della trasmissione Rai Medicina 33 e consigliera di amministrazione di Casagit Salute. L’evento sarà trasmesso in diretta streaming sul canale YouTube di Casagit. (anc)