«Care lettrici e cari lettori, dopo la protesta della redazione e il comunicato pubblicato il 23 ottobre circa la marginalizzazione del nostro lavoro, il cambio di linea, le numerose censure e lo snaturamento dell'identità editoriale e politica del nostro giornale, la situazione si è ulteriormente aggravata». Così il Cdr de l’Espresso in un comunicato pubblicato nell’edizione del 6 novembre 2026 del settimanale.
«Il direttore - prosegue il Cdr - ha comunicato all'improvviso, a soli due giorni dalla scadenza, di non voler rinnovare il contratto a termine a un giovane collega dell'ufficio centrale, prezioso per il ruolo svolto e unico ingresso nell'ultimo anno a fronte di cinque uscite, senza fornire alcuna valida motivazione e dopo aver garantito per mesi, il rinnovo, insieme con l'azienda. Contemporaneamente, ha ipotizzato per “esigenze organizzative” di spostare la lavorazione del numero del settimanale cartaceo, in uscita il 6 novembre da Roma a Milano, affidandolo alla redazione dell'online, testata autonoma dal 2026 per volontà dell'editore (contrari Cdr e redazione): una cosa mai accaduta in più di settant'anni di storia dell'Espresso, fondato come grande settimanale nazionale con sede nella Capitale. Alla fine, il direttore ha optato per spostare a Roma due risorse in forza alla testata online di Milano, mettendole a lavorare all'ufficio centrale, al posto di colleghi assenti, senza alcun preavviso o comunicazione e senza avvalersi delle altre risorse interne pur disponibili».
La nota sottolinea che «i due fatti, tra loro correlati, si inseguono per gravità. Grave non rinnovare il contratto a una figura essenziale per II lavoro redazionale. Molto grave, anche solo pro-tempore, alienare a elementi di un'altra testata, sia pure della stessa società, la complessa e delicata fase finale della lavorazione del giornale. Gravissimo procedere per le due cose all'unisono, svelando così nei fatti una strategia che vede la redazione espulsa dal suo stesso giornale, in favore del trasferimento ad altra testata quando non ad altra città. Il tutto, peraltro, a fronte di rassicurazioni in senso opposto che nell'ultimo anno sia l'azienda che il direttore hanno fornito al Comitato di redazione ma anche alla Federazione nazionale della Stampa, Stampa Romana e Alg. Nel denunciare questa situazione estremamente preoccupante – conclude il Cdr - chiediamo al più presto alle suddette parti un incontro di chiarimento». (anc)