«L’aver raccontato quanto accaduto nella spiaggia di Maladroxia, alla vigilia di Ferragosto, ha scatenato le reazioni della macchina del fango nei confronti del collega Luca Gentile, giornalista e vice segretario dell’Associazione della Stampa sarda». Lo denunciano il sindacato e l’Odg regionali in una nota diffusa sabato 22 agosto 2026.
Il racconto dei fatti prosegue: «Luca ha avuto le segnalazioni che ha verificato; segnalazioni che riguardavano una spiaggia invasa da bottiglie di alcol, e presenza di giovanissimi ad alto tasso alcolico. In particolare, uno di loro finito al pronto soccorso in coma etilico. Luca ha dato anche notizia di danneggiamenti ad alcune auto e l’aggressione al dipendente di una struttura, confermata dalla stessa persona che l’ha subita. Ogni notizia è stata verificata, esposta nel rispetto della verità sostanziale dei fatti, con il criterio della continenza. In particolare, per quanto riguarda i minori, non ci sono immagini o elementi identificativi che potrebbero ricondurre alla loro identità. Come previsto dalle norme e dalla deontologia. Per tutto questo, Luca si è visto rivolgere insulti e persino minacce, con accuse del tutto infondate e scomposte. Al punto di decidere di ritirare il servizio, non certo per paura, ma per non esporre altri, e i suoi familiari in particolare, a un inaccettabile tiro al bersaglio».
Nella nota si sottolinea poi che «Luca Gentile è un freelance, questo significa che è un autonomo, e non ha alle spalle una testata forte. Ma ha comunque accanto a sé l’Associazione della Stampa e l’Ordine dei giornalisti della Sardegna che non lo lasceranno solo».
L’Associazione della Stampa e l’Ordine sardi concludono ribadendo «il loro impegno a tutela della libertà di informazione, che secondo la Costituzione non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure, e sono pronti a sostenere Luca anche qualora decidesse di agire per le vie giudiziarie contro questi aggressori che non conoscono la grammatica della comunicazione civile, e pensano di poter intimidire chi continua, anche con grandi sacrifici e fatica, a esercitare il diritto-dovere di informare». (anc)