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Internazionale | 30 Lug 2020
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'No bavaglio ungherese', Gutiérrez (Efj): «Libertà di stampa sempre più sotto attacco in tutta Europa»

Il segretario generale del sindacato europeo dei giornalisti lancia l'allarme e propone l'istituzione di una commissione indipendente che si rechi a Budapest per valutare la situazione. Lorusso: «La Ue non può più far finta di non vedere». Giulietti e Del Freo: «Serve una mobilitazione internazionale».
Un momento del video-incontro #NoBavaglioUngherese

Non solo l'Ungheria, ma anche Polonia, Serbia, Malta, persino la Germania e l'Italia. La mappa dei Paesi in cui la libertà di informazione e i giornalisti vengono messi nel mirino si tinge sempre più di tinte fosche e desta grande preoccupazione. È il quadro delineato nel corso del video-incontro '#NoBavaglioUngherese', promosso dall'associazione Articolo21 per protestare contro l'irreversibile china verso il controllo e la censura da parte del governo di Viktor Orban sulla stampa di quel Paese e denunciare l'immobilismo delle istituzioni europee.

«L'Ungheria è la punta dell'iceberg. La macchina della propaganda ungherese è attiva anche in altri Paesi, compresa l'Italia. Violazioni della libertà di stampa sono sempre più diffuse in tutta Europa», è l'allarme lanciato dal segretario generale della Efj, Ricardo Gutiérrez. «Cosa aspetta la Commissione Europea ad intervenire? In soli quattro mesi sono state segnalate nel Continente oltre 120 avvisi di attacchi ai giornalisti», ha spiegato, lanciando due proposte operative: l'istituzione di una commissione di indagine indipendente che si rechi a Budapest e la creazione di un fondo europeo per sostenere le testate vittime di "bavagli di Stato".

«La situazione ungherese è da tempo all'attenzione degli organismi internazionali della professione», ha ricordato il segretario generale della Fnsi, Raffaele Lorusso. «Si tratta – ha aggiunto – di un problema che l'Unione Europea non può più far finta di non vedere. Così come vengono avviate procedure di infrazione per violazioni del patto di stabilità, allo stesso modo vanno inflitte sanzioni a quei Paesi che violano i diritti e le libertà fondamentali, fra cui la libertà di espressione».

All'incontro, moderati da Roberto Natale, coordinatore del Comitato scientifico di Articolo21, hanno partecipato – fra gli altri – il presidente della Fnsi, Giuseppe Giulietti; il portavoce di Amnesty International Italia, Riccardo Noury; l'europarlamentare Giuliano Pisapia; Anna Del Freo, segretaria generale aggiunta della Fnsi e componente del Comitato esecutivo della Efj; Milena Santerini, Coordinatrice nazionale della lotta all'antisemitismo; la portavoce di Articolo21, Elisa Marincola; giornaliste e giornalisti impegnati nella difesa della libertà di stampa.

Della battaglia dei redattori di Index Ungheria, che hanno presentato in massa le dimissioni dopo l'allontanamento del direttore da parte dell'editore, ha parlato Anna Del Freo, che ha lanciato la proposta di una mobilitazione in tutta Europa «sotto le ambasciate di Ungheria o di Turchia in ogni Paese» e denunciato come le istituzioni della Ue siano «scandalosamente assenti» sul tema della libertà di informazione: «È inammissibile che possano tollerare questa situazione», ha ammonito.

Una proposta, quella di una mobilitazione internazionale, subito raccolta e rilanciata dal presidente della Fnsi, Giulietti. «È gravissimo quanto sta accadendo in Ungheria e Polonia», ha tuonato. «Non è possibile barattare diritti con denaro. Vale per la libertà di stampa – ha aggiunto – vale per i diritti fondamenti, vale nelle vicende di Giulio Regeni e Patrick Zaky. Diciamo sì all'appello della Efj di creare una commissione indipendente che si rechi in Ungheria; sì all'istituzione di un fondo speciale che intervenga quando una voce libera viene chiusa; si a una manifestazione europea. Turchia, Ungheria, Polonia, Malta: dobbiamo andare nei posti dove vengono colpiti i giornalisti e il giornalismo. Davanti alla sede della Commissione – ha concluso – davanti a tutte le ambasciate».

@fnsisocial
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