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Diffamazione | 07 Apr 2018
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Oscurato il sito anti-bufale Butac.it, Fnsi: «Misura sproporzionata»

Il portale sequestrato a seguito della denuncia per diffamazione presentata nel 2015 per un singolo articolo. Per il sindacato «è ininfluente che non sia una testata registrata: è in gioco la libertà di espressione garantita dalla Costituzione».
La home page di butac.it dopo il sequestro

Un altro sito messo sotto sequestro. Questa volta è toccato a bufaleuntantoalchilo (www.butac.it), che si occupa di segnalare e spiegare le bufale che circolano in rete. Alla base del provvedimento di sequestro preventivo, disposto dalla procura della Repubblica di Bologna, la presunta diffamazione a mezzo stampa contenuta in un articolo.

«Quello che sconcerta, in questa come in altre vicende già verificatesi in altre parti d'Italia e poi conclusesi con il dissequestro disposto dal tribunale del Riesame - osserva, in una nota, la Federazione nazionale della Stampa italiana - è l'assoluta sproporzione fra l'esigenza di perseguire un possibile reato e i provvedimenti adottati. Nella fattispecie non c'è alcuna proporzione fra l'oscuramento dell'intero sito web e la presunta diffamazione contenuta in un solo articolo».

A questo punto, conclude la Fnsi, «è chiaro che la circostanza che il sito non è una testata giornalistica registrata è del tutto ininfluente: è in gioco la libertà di manifestazione del pensiero garantita dall'articolo 21 della Costituzione».

@fnsisocial
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