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Virginia Raggi (Foto: Facebook)
Sentenze 05 Ott 2021

'Patata bollente', Vittorio Feltri e Pietro Senaldi multati per l'articolo su Virginia Raggi

La III sezione penale del Tribunale di Catania ha condannato a una multa di 11mila euro per diffamazione l'autore del pezzo e a una multa di 5.000 euro per omesso controllo il direttore responsabile. La Procura aveva chiesto rispettivamente tre anni e quattro mesi e otto mesi di reclusione.

La terza sezione penale del Tribunale monocratico di Catania ha condannato a una multa di 11mila euro per diffamazione il giornalista Vittorio Feltri per il suo articolo sulla prima pagina di Libero del 10 febbraio 2017 dal titolo 'Patata bollente' sulla sindaca di Roma, Virginia Raggi. Il giudice ha stabilito un risarcimento danni da stabilire in sede civile, fissando una provvisionale di 5.000 euro, il pagamento delle spese legali e la pubblicazione della sentenza sui maggiori quotidiani nazionali.

Con Feltri era a processo, per omesso controllo, anche il direttore responsabile del quotidiano Pietro Senaldi, condannato con una multa di 5.000 euro pena sospesa. La Procura aveva chiesto la condanna a tre anni e quattro mesi di reclusione per Feltri e a otto mesi per Senaldi. La competenza del caso è radicata Catania perché è la città in cui è stata stampata per prima la copia del quotidiano.

Feltri era stato rinviato a giudizio, dopo la querela di Virginia Raggi che nel processo si è costituita parte civile, in qualità di "direttore editoriale e di autore del pezzo", per avere "offeso la reputazione di Virginia Raggi" con l'articolo in prima pagina, ricorda il giudice, dal "titolo 'Patata bollente' preceduto dal sopratitolo 'La vita agrodolce della Raggi' e seguito dal catenaccio 'La sindaca di Roma nell'occhio del ciclone per le sue vicende comunali e personali. La sua storia ricorda l'epopea di Berlusconi con le Olgettine, che finì malissimo'".

Il pezzo fu anche ripreso sul sito libero.it e sulla pagina Facebook e sul profilo Twitter del quotidiano. Senaldi era stato rinviato a giudizio per "avere omesso di esercitare" sull'articolo, "il controllo necessario ad impedire che con esso venisse offeso la reputazione" di Virginia Raggi. (Ansa)

@fnsisocial

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