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Sentenze | 14 Ott 2020
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Raccontò irruzione dei No Tav, il giornalista Davide Falcioni assolto al termine del processo bis

La decisione dei giudici della Corte d'Appello di Torino dopo che la Cassazione aveva annullato una condanna a quattro mesi. Accusato di violazione di domicilio in concorso, per i magistrati sussiste la non punibilità per particolare tenuità del fatto.
Il giornalista Davide Falcioni (Foto: Facebook)

I giudici della quarta sezione penale della Corte d'Appello di Torino hanno assolto, al termine del processo bis, il giornalista Davide Falcioni, accusato di violazione di domicilio in concorso. Per i magistrati sussiste la non punibilità per particolare tenuità del fatto.

Il cronista, difeso dall'avvocato Gianluca Vitale, il 24 agosto del 2012 stava seguendo a Torino la protesta dei No Tav che avevano fatto irruzione negli uffici di uno studio di progettazione, la Geovalsusa.

Falcioni venne poi chiamato a testimoniare in difesa dei 19 imputati, indagati per l'irruzione. Alla fine della sua deposizione gli fu comunicato che c'era un'indagine a suo carico per lo stesso reato. Secondo l'accusa non avrebbe dovuto trovarsi nell'edificio, ma avrebbe dovuto aspettare all'esterno.

Nell'aprile 2018 Falcioni venne condannato in primo grado a quattro mesi di carcere. Una sentenza che Federazione nazionale della Stampa italiana e Associazione Stampa Subalpina bollarono subito come uno «schiaffo al diritto di cronaca».

Condanna confermata in appello il 7 febbraio 2019, nonostante il sostituto procuratore generale avesse chiesto l'assoluzione per la particolare tenuità del reato, e infine annullata il 20 gennaio 2020 dalla Cassazione. «Resa giustizia al diritto di cronaca», fu in quella occasione il commento della Fnsi.

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