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Emittenza locale | 28 Gen 2020
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Radio Capodistria, le redazioni: «Preoccupa l'ipotesi di eliminare la frequenza più importante»

«Alcune iniziative della dirigenza della Radio televisione slovena ci stanno mettendo di fronte all'intenzione di togliere alla radio uno dei suoi vettori più importanti di trasmissione», si legge in una nota dei lavoratori dell'emittente presente in gran parte del Friuli Venezia Giulia e in Istria.
Gli studi di Radio Capodistria (Foto: wikimedia.org)

«Togliere a Radio Capodistria la sua frequenza radio più importante equivale, in pratica, al suo spegnimento nel contesto transfrontaliero, al suo oscuramento, al suo allontanamento dalla Nazione Madre e dai suoi numerosi ascoltatori». A sostenerlo sono le redazioni di Radio Capodistria (emittente radiofonica regionale della Rtv Slovenija rivolta alla Comunità Nazionale Italiana presente in Istria e nelle regioni limitrofe, ndr) che, in una nota, esprimono «preoccupazione e paura per l'ipotesi, trapelata in questi giorni, di togliere all'emittente la frequenza 103.1 MHz, situata sul monte Nanos (Slovenia), che – aggiungono – ci permette di esser presenti su gran parte del territorio del Friuli Venezia Giulia e in Istria».

«Alcune iniziative prese negli ultimi giorni da parte della dirigenza della Radio televisione slovena, nel contesto del contenzioso italo-sloveno sulla regolamentazione delle radiofrequenze lungo il confine – si legge nella nota dei redattori dell'emittente di lingua italiana – ci stanno mettendo di fronte all'intenzione di togliere Radio Capodistria da uno dei suoi vettori più importanti di trasmissione».

«Senza entrare nel merito del contenzioso sulle frequenze radiofoniche confinarie, una situazione che sta causando difficoltà da una e dall'altra parte del confine, e auspicando che la materia venga regolata nel rispetto delle leggi e delle soggettività radiofoniche dei due paesi – conclude la nota – non possiamo che esprimere perplessità e amarezza per la facilità con cui si sarebbe disposti a sacrificare la voce di una minoranza con una palese violazione dei suoi diritti fondamentali, in un contenzioso che le è estraneo». (AdnKronos)

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