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Servizio pubblico 05 Giu 2015

Rai, chiusa la discussione in Commissione: al voto tra 10 giorni. L’obiettivo è l’ok in Senato entro un mese

Si è chiusa in Commissione Lavori e Pubblici e Comunicazioni del Senato la discussione generale sulla riforma della 'governance' della Rai. Il termine per la presentazione degli emendamenti è stato fissato per domani alle 16. Secondo quanto si apprende, il presidente Altero Matteoli ha sottolineato la volontà di procedere nei tempi prefissati che prevedono per la prossima settimana di attendere il parere della Commissione Bilancio sugli emendamenti e per quella successiva di avviare le votazioni, con l'obiettivo di consegnare il testo all'aula prima della fine del mese per una rapida approvazione.

Si è chiusa in Commissione Lavori e Pubblici e Comunicazioni del Senato la discussione generale sulla riforma della 'governance' della Rai. Il termine per la presentazione degli emendamenti è stato fissato per domani alle 16. Secondo quanto si apprende, il presidente Altero Matteoli ha sottolineato la volontà di procedere nei tempi prefissati che prevedono per la prossima settimana di attendere il parere della Commissione Bilancio sugli emendamenti e per quella successiva di avviare le votazioni, con l'obiettivo di consegnare il testo all'aula prima della fine del mese per una rapida approvazione.

Nella riunione di questa mattina il sottosegretario allo Sviluppo Economico Antonello Giacomelli ha ribadito le aperture del governo a possibili miglioramenti del disegno di legge. Tra i nodi da affrontare i poteri dell'amministratore delegato, il ruolo del consiglio di amministrazione soprattutto in materia di nomine di direttori di testate e reti, la composizione del Cda e i criteri di nomina dei suoi componenti. Richieste di modifica sono infine annunciate anche sulla delega al governo in materia di canone.
A chiudere la discussione sono stati i relatori Enrico Buemi (Psi) e Raffaele Ranucci (Pd), dopo la seduta di ieri nella quale Forza Italia, Movimento 5 Stelle e Sel hanno formulato diverse critiche, sia pure con accenti diversi, alla proposta governativa, mentre a difesa del ddl è intervenuto il senatore Salvatore Margiotta, del Gruppo Misto.
Le incognite a questo punto riguardano soprattutto i tempi: per arrivare al rinnovo dei vertici della tv pubblica prima dell'estate, come vorrebbe il premier Renzi, occorre che il Senato approvi il testo al massimo a inizio luglio per lasciare alla Camera almeno tre-quattro settimane per un esame spedito.
In ogni modo, anche in caso di slittamento a settembre - è la convinzione di molti senatori Pd - non si andrebbe al rinnovo con la legge Gasparri, ma si attenderebbe il via libera alla nuova normativa con l'attuale Cda in regime di prorogatio.

RAI, PRESENTATI 380 EMENDAMENTI A DDL:
172 DA FI, 70-80 DAL PD, IL RESTO DA M5S E SEL
Sono 380 - secondo quanto apprende l'Ansa - gli emendamenti presentati al ddl di riforma della Rai. Di questi quasi la metà, 172 per la precisione, sono di Forza Italia. Il Pd ha presentato tra le 70 e le 80 proposte di modifica, di cui diverse della minoranza. Le altre arrivano da M5S e Sel e il resto dei gruppi dell'opposizione. Tra i punti più contestati la composizione del cda, i criteri di scelta dei membri in riferimento in particolare al peso del governo, i poteri dell'ad e il ruolo del cda nelle nomine. (Ansa – Roma, 5 giugno 2015)

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