«L’assemblea dei giornalisti del Secolo XIX, riunita nella serata di lunedì 16 marzo, respinge fermamente l'azione di monitoraggio emersa negli ultimi giorni che riguarda il lavoro della nostra redazione. In 140 anni, nella storia passata e recente, il Decimonono ha saputo conquistare e mantenere la propria indipendenza. Indipendenza che è frutto dell’altissima professionalità dei suoi giornalisti». È quanto si legge in un comunicato sindacale del Cdr del quotidiano genovese ha chiesto alla Direzione di pubblicare sul sito web e poi sul giornale in edicola martedì 17 marzo 2026.
«Non vogliamo addentrarci – proseguono i giornalisti – nell’esegesi di quanto è comparso in questi giorni sulle pagine di molte testate, compresa la nostra. Come redazione siamo consapevoli che l’editore che non ha mai voluto interferire con il nostro lavoro e con le nostre scelte e che ha avviato una fase di rilancio del giornale dopo l'acquisizione dal gruppo Gedi. Veniamo da anni di attacchi alla redazione del Secolo XIX semplicemente perché ha quotidianamente fatto il proprio mestiere di informare liberamente. Il nostro giornale ha sempre saputo tenere a distanza, con la discrezione che è propria della nostra cultura e della nostra terra, chi avrebbe voluto indicarci la strada tirandoci per la giacca».
La redazione rivendica, quindi, «l'autonomia e l'indipendenza che, qualche volta, in passato ci è costata cara. Con grande fiducia nei confronti di chi avrà il compito di giudicare quanto emerso, noi continuiamo a lavorare. Lo faremo come la nostra deontologia professionale ci ha insegnato. Credendo fermamente, ancora una volta, che il giornale, sia in forma cartacea che digitale, debba essere un’opera dell’ingegno collettivo. Senza preoccuparci se tutto questo sia scomodo a destra, a sinistra o al centro. Se possa essere a vantaggio o a discapito di qualcuno. Mai ci è interessato e così continuerà a essere. Con un unico obiettivo: assicurare ai nostri lettori – concludono i giornalisti del Secolo XIX - un’informazione corretta e rigorosa». (mf)