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Istituzioni | 25 Set 2020
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Sgravi contributivi al Sud, Lorusso: «Appello a Conte perché siano estesi anche all'editoria»

«Si tratterebbe di un atto di giustizia nei confronti di migliaia di giornalisti altrimenti penalizzati», osserva il segretario Fnsi, anche considerato che le condizioni drammatiche dell'informazione al Sud «mettono a rischio la tenuta occupazionale e la sopravvivenza di numerose realtà».
Il segretario generale Fnsi, Raffaele Lorusso

«In un quadro generale di difficoltà per tutto il settore dell'editoria, l'informazione al Sud è in condizioni drammatiche che mettono a rischio la tenuta occupazionale e la sopravvivenza di numerose realtà piccole e grandi. Per questa ragione, è auspicabile che, in fase di conversione del decreto Agosto, governo e Parlamento trovino il modo, attraverso un emendamento ad hoc, per estendere gli sgravi contributivi anche alle aziende editoriali che operano o hanno sedi nelle regioni del Mezzogiorno». Lo afferma il segretario generale della Federazione nazionale della Stampa italiana, Raffaele Lorusso.

«Confidiamo – spiega – nella sensibilità del presidente Giuseppe Conte, che più volte, nel corso degli ultimi mesi e anche in occasione degli Stati generali, ha sottolineato l'importanza e il valore dell'informazione e apprezzato il lavoro svolto dai giornalisti nei momenti più delicati della vita del Paese. Oltre che di una misura di sostegno per chi produce informazione, si tratterebbe di un atto di giustizia nei confronti di alcune migliaia di giornalisti, altrimenti discriminati da una norma che, pur avendo portata generale, attualmente impedisce alle loro aziende di ottenere i benefici previsti per tutte le altre imprese con lavoratori assunti nelle regioni meridionali».

Per Lorusso, «penalizzare le aziende e i giornalisti, escludendoli dall'applicazione da misure volte a salvaguardare l'occupazione al Sud, significa porre le basi per tagliare l'occupazione, ridurre gli spazi dell'informazione professionale e di qualità, impedire all'opinione pubblica di informarsi correttamente e quindi – conclude il segretario Fnsi – indebolire le istituzioni democratiche».

@fnsisocial
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