L'Associazione Stampa Toscana, in una nota diffusa mercoledì 4 febbraio 2026, «prende atto, non senza sorpresa, della denuncia del Cdr e del corpo redazionale della Rai della Toscana e condivide perplessità e preoccupazione sulla vendita della sede di Firenze, culla della radiofonia italiana, progettata da Italo Gamberini, figura chiave dell'architettura del Novecento con Giovanni Michelucci e Pier Luigi Nervi».
Il sindacato regionale prosegue: «La sede Rai della Toscana rappresenta un punto fermo per l'informazione del servizio pubblico, ma anche un riferimento ben riconoscibile per i cittadini toscani. Trasferirla in altro luogo, come viene affermato, nella zona dell'aeroporto di Peretola, rappresenterebbe un problema anche per il lavoro dei cronisti e, probabilmente, uno spreco di risorse. Apprezzabile, invece, il suggerimento del Cdr di destinare a una locazione appropriata gli spazi ritenuti eccedenti. Che potrebbero ospitare, per esempio, e naturalmente a prezzi convenuti, organismi di categoria e altre strutture che hanno a che fare con il mondo dell'informazione della comunicazione e della formazione. Evitando che una sede così di pregio possa diventare l'ennesima speculazione immobiliare a Firenze».
Per tutti questi motivi, conclude la nota, «Ast è schierata al fianco dei colleghi, decisa a intraprendere con loro ogni iniziativa che sarà ritenuta necessaria».
Di seguito il comunicato del Cdr della Tgr Rai Toscana:
«Il Cdr della Tgr Toscana, a seguito del recente incontro tra i vertici aziendali e le sigle sindacali sul piano immobiliare Rai, ha appreso da una nota dell'Usigrai che l'azienda sta selezionando gli advisor per valutare la procedura di vendita della sede di Firenze, unitamente a quelle di Genova, Venezia e Milano.
Il CdR esprime forti perplessità sulla decisione di alienare l’immobile e trasferire redazione, studi radio-tv e uffici in un altro sito. Secondo quanto riferito da Usigrai, per il capoluogo toscano si starebbe valutando, tra le varie opzioni, una collocazione nei pressi dell'aeroporto di Peretola.
Pur comprendendo l'esigenza di razionalizzare gli spazi e ridurre i costi di gestione e manutenzione, ci domandiamo perché non sia stata considerata l'ipotesi di una ristrutturazione parziale dello stabile attuale, che consentirebbe di locare a terzi le porzioni eccedenti. Risulta inoltre incomprensibile la strategia d’investimento: l'azienda ha recentemente impegnato ingenti risorse per dotare la sede di una regia Tv di ultima generazione e, a breve, verranno inaugurate le nuove regie radiofoniche. I pochi anni di utilizzo previsti non appaiono minimamente sufficienti ad ammortizzare gli investimenti sostenuti.
Infine, il Cdr ricorda che l'attuale sede rappresenta un patrimonio di inestimabile valore storico per la radiofonia italiana e per l'architettura del Novecento, portando la firma dell'architetto Italo Gamberini. Non è un caso che, durante le recenti "Giornate FAI d'Autunno", la sede abbia registrato centinaia di visitatori. È amaro constatare come l'azienda intenda disfarsi di un immobile che ha segnato la storia della Rai — si pensi alla prestigiosa tradizione dei radiodrammi — trattandolo come un semplice cespite immobiliare piuttosto che come un presidio culturale». (anc)