«Ieri a fronte di una foliazione nazionale di 32 pagine abbiamo contato una sola pagina intera di pubblicità: come il giorno prima, come tanti altri giorni di questa settimana, di questi mesi, di questi anni potremmo anche dire. Ancora domenica scorsa 48 pagine di foliazione nazionale ed una sola pagina intera di pubblicità, idem l’ultimo numero di Tuttolibri. Se invece guardiamo Repubblica, con una accelerazione in questa fase decisamente sospetta, escono tutt’altri conteggi. Lo squilibrio è evidente e per noi decisamente avvilente visto che la Stampa, sia in termini di vendite in edicola sia come qualità del prodotto, non merita questo trattamento. Come Cdr lo abbiamo segnalato più volte». Lo scrive in una nota diffusa sabato 31 gennaio 2026 il Comitato di redazione de La Stampa.
Il Cdr prosegue: «Questo è un fatto che ci ferisce, che ci indigna profondamente, che riconferma un dato di fatto per noi incontrovertibile, ovvero che la nostra concessionaria di pubblicità - ma crediamo che in ultima analisi la responsabilità sia del gruppo editoriale nella sua interezza - non valorizza come secondo noi dovrebbe fare il “prodotto la Stampa”».
I rappresentanti sindacali evidenziano poi che «le trattative in corso porteranno al definitivo smantellamento di quello che era stato presentato come il più grande gruppo editoriale del Paese: sia l’azionista Exor, che lascia il campo in maniera ai nostri occhi indecorosa per come si è sviluppata la vicenda, sia Gedi hanno evidentemente fallito la loro missione. Saranno anche stati anni difficili per il nostro settore (pubblicità compresa) ma siamo convinti che il lavoro di centinaia di giornalisti e poligrafici non venga valorizzato a sufficienza. Abbiamo chiesto conto di questa situazione all’azienda ed alla concessionaria di pubblicità la risposta è stata che, pur in un quadro estremamente difficile di mercato, nel mese di gennaio la raccolta sia della pubblicità locale che della nazionale de la Stampa è in linea con l’anno passato, che Manzoni garantisce attenzione massima alla raccolta a favore della nostra testata senza alcun tipo di discriminazione e si dice pronta a confronti periodici con la redazione per affrontare eventuali disallineamenti che si dovessero ancora verificare in futuro».
Il Cdr conclude la nota «auspicando una netta inversione di tendenza» e assicurando che continuerà a «vigilare sulla materia segnalando ogni volta le anomalie che dovesse riscontrare». (anc)