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La sede della redazione del Piccolo (Foto: ilpiccolo.gelocal.it)
Associazioni 22 Set 2021

Trieste, attacchi ai giornalisti del Piccolo e della Tgr Rai. La solidarietà di Assostampa e Odg

I Cdr del quotidiano e delle redazioni in lingua italiana e lingua slovena del servizio pubblico preoccupati dalla «montante protesta dei no green pass e no vax. È evidente - denunciano - il crescere di toni e gesti, un'escalation inaccettabile».

Assostampa Friuli Venezia Giulia e Ordine regionale dei giornalisti esprimono «solidarietà ai colleghi della Rai e del Piccolo, ribadendo il rifiuto di ogni forma di violenza e intimidazione nei confronti degli operatori dell'informazione. Il diritto-dovere di informare – si legge in una nota congiunta di sindacato e Odg regionali – è sancito dalla Costituzione, e i giornalisti, pur nel rispetto di tutte le opinioni, non si faranno intimidire da questi episodi che purtroppo si ripetono con frequenza crescente».

A lanciare l'allarme i Comitati di redazione del quotidiano Il Piccolo e delle redazioni in lingua italiana e lingua slovena della Rai. «Assistiamo con preoccupazione – spiegano – la montante protesta dei no green pass e no vax che sfilano ormai quotidianamente di fronte alla sede del quotidiano Il Piccolo e a quella della Rai a Trieste. È evidente il crescere di toni e gesti degli ultimi 10 giorni, un'escalation inaccettabile. Aumenta la rabbia espressa nei confronti dell'informazione con toni e gesti sempre più violenti e minacciosi».

All'indirizzo delle redazioni, proseguono i rappresentanti sindacali, «sono arrivate anche email con toni altrettanto duri e inaccettabili, veri e propri attacchi al nostro lavoro. Per non parlare dei commenti e le offese che si sprecano ad ogni servizio o articolo pubblicato sui social. C’è un equivoco di fondo: la libertà di espressione delle opinioni è sacrosanta ed è sancita dalla Costituzione, non la neghiamo, ma condanniamo ogni forma di violenza. Siamo convinti – concludono i Cdr – che sia importante restare in ascolto del disagio sociale, ma nei limiti che il rispetto reciproco impone».

@fnsisocial

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