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Lavoro autonomo | 12 Dic 2019
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Vicenda D'Amico, il sindacato: «Basta tagli unilaterali ai compensi dei lavoratori. Grave quanto accaduto al Corsera»

Dopo aver scoperto l'ultima decurtazione decisa dall'azienda, la giornalista, collaboratrice torinese del giornale di via Solferino, ha deciso di chiudere la collaborazione e raccontare l'accaduto. Fnsi, Alg e Subalpina: «Pronti a sostenere la sua rivendicazione, sia nelle sedi competenti per il caso specifico, sia chiedendo con forza politiche nazionali che restituiscano dignità al lavoro».
La sede del Corriere della Sera (foto: wikimedia.org - autore Giovanni Dall'Orto)

«Gli editori rispettino chi lavora per loro, siano essi dipendenti o collaboratori. La pessima prassi di attuare unilateralmente tagli ai compensi dei freelance non può più essere tollerata». Così l'Associazione Lombarda dei Giornalisti, l'Associazione Stampa Subalpina e la Federazione nazionale della Stampa italiana che, in una nota congiunta, «stigmatizzano la riduzione unilaterale delle tariffe, così come raccontata dalla giornalista Barbara D'Amico, collaboratrice al Corriere della Sera, dopo l'ultimo taglio a suo carico deciso dall'azienda».

L'ennesima riduzione ha indotto tra l'altro la collega, che lavora da Torino, a chiudere la collaborazione con il quotidiano di via Solferino. «L'atto di coraggio della giovane giornalista – prosegue la nota – è l'esempio concreto di come ci si deve comportare quando, pur nella condizione di precariato, si sceglie di non cedere al ricatto dello sfruttamento. In questa scelta, la collega non deve essere lasciata sola. Il sindacato è pronto a sostenere la sua giusta rivendicazione, sia nelle sedi competenti per il caso specifico, sia chiedendo con forza politiche nazionali che restituiscano dignità al lavoro».

Per Alg, Subalpina e Fnsi «gli editori non possono nascondersi dietro la crisi dell'editoria per sostenere i loro tagli unilaterali. È necessario aprire un confronto franco su questo tema, a partire – concludono – dal tavolo con il governo per la definizione dell'equo compenso».

@fnsisocial
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