Sindacati, associazioni, rappresentanti delle istituzioni locali al fianco della Federazione nazionale della Stampa e dei giornalisti in sciopero giovedì 16 aprile 2026. In piazza alle iniziative organizzate in tutta Italia dalle Associazioni regionali di Stampa, accanto alle Assostampa, ai colleghi dell'Usigrai e dell'Ungp erano presenti sindaci, presidenti di Regione, rappresentanti delle segreterie regionali e provinciali di Cgil, Cisl e Uil.
«Pieno sostegno alle rivendicazioni delle lavoratrici e dei lavoratori del settore dell'informazione» è stata espressa anche dalla Slc Cgil nazionale. «La mobilitazione – si legge in una nota del sindacato – si rende necessaria a causa del prolungato mancato rinnovo del contratto collettivo nazionale di lavoro, una situazione che sta generando gravi difficoltà ai professionisti del comparto e compromettendo la qualità dell'informazione in Italia».
Ricordando che «anche la trattativa in corso di svolgimento per il rinnovo del Ccnl dei poligrafici appare ancora lontana da una risoluzione positiva», la Slc Cgil rimarca che «questa incertezza non ricade solo sulle condizioni di lavoro degli operatori, ma ha ripercussioni dirette sulla libertà di stampa e sulla qualità del servizio informativo che spetta ai cittadini».
L'assenza di un quadro contrattuale adeguato «non colpisce soltanto i giornalisti, ma impoverisce l'intero sistema informativo del Paese. È fondamentale che le istituzioni e le aziende del settore prendano atto della gravità della situazione e si impegnino concretamente per risolvere le questioni aperte», prosegue la Slc, concludendo: «La lotta per il rinnovo del contratto nazionale è una battaglia comune che riguarda la dignità professionale di tutti. È il momento di unirsi, manifestare la propria presenza e rivendicare i diritti spettanti», perché «solo attraverso la mobilitazione e la solidarietà potremo ottenere i risultati attesi e costruire un futuro migliore per l'intero settore».
Solidarietà anche dai magistrati di Unicost, che in una nota della Direzione Nazionale, richiamando l'attenzione «su un tema che incide direttamente sulla qualità della nostra democrazia», ribadiscono che «la libertà di informazione e la dignità del lavoro sono presupposti essenziali per l'attuazione della Carta costituzionale. Binomio oggi compromesso da condizioni diffuse di precarietà, lavoro povero e mancato rinnovo contrattuale anche per questa categoria professionale».
Dinamiche che «sollevano interrogativi rilevanti per l'intera comunità: se e in che misura lo squilibrio nei rapporti tra editore e giornalista possa incidere sull'autonomia dell'informazione, limitando la libertà di cronaca e di critica; e se la compressione economica dei diritti dei lavoratori non finisca per mettere a rischio anche il diritto dei cittadini a un'informazione libera».
Unicost «auspica un confronto costruttivo tra le parti, nella consapevolezza che libertà di informazione e dignità del lavoro – concludono i magistrati – sono principi inscindibili per la tenuta democratica del Paese».
Vicinanza e sostegno alla lotta del sindacato italiano arrivano anche dalla Federazione internazionale dei giornalisti. «Supportiamo le vostre richieste di contratti equi. I giornalisti meritano condizioni di lavoro dignitose», scrive la Ifj sui propri canali social.
Il Comitato esecutivo del Consiglio nazionale dell'Ordine dei giornalisti «esprime solidarietà con le colleghe e i colleghi» in sciopero per il mancato rinnovo del contratto di lavoro.
In piazza con i giornalisti a Verona erano presenti anche i rappresentanti di Legacoop Veneto, nella convinzione che «non ci sia democrazia senza un'informazione libera e professionale, e che non ci sia informazione libera e professionale senza il riconoscimento della dignità del lavoro e delle giuste tutele contrattuali», scrivono sui social.
E il presidente della Regione Veneto, Alberto Stefani, ha espresso vicinanza ai giornalisti con una nota che è stata letta durante il presidio e con un atto concreto: nessuno comunicato è stato diramato dai colleghi dell'ufficio stampa della giunta regionale nella giornata di sciopero.
Dell'importanza di «fare squadra per difendere l'informazione» ha parlato al microfono del Sindacato veneto il sindaco di Verona, Damiano Tommasi. Con lui anche assessore comunale al Lavoro, Michele Bertucco; il vescovo di Verona, monsignor Domenico Pompili, e la rettrice dell'Università di Verona, Chiara Leardini, hanno inviato messaggi ai manifestanti, anche questi letti in piazza.
Al termine della manifestazione il prefetto di Verona Demetrio Martino ha incontrato una delegazione sindacale guidata dalla segretaria generale Costante, con il segretario vicario Fnsi Domenico Affinito, il vicesegretario vicario Sgv Diego Neri, la consigliera nazionale Fnsi Alessandra Vaccari e la componente del Cdr de L'Arena, Camilla Ferro. Circa un'ora di «dialogo proficuo con il rappresentante in città del governo che si è dimostrato interessato e sensibile alle ragioni della protesta dei giornalisti», riporta il sindacato veneto. (mf)