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La locandina dello sciopero del 27 marzo 2026
Fnsi 28 Mar 2026

Fnsi: «Massiccia l'adesione allo sciopero, giornalisti categoria viva e consapevole»

La Federazione nazionale della Stampa italiana all’indomani della giornata di sciopero svoltasi il 27 marzo 2026: «Per 24 ore l'informazione è stata oscurata».

«Anche la seconda giornata di sciopero è riuscita perfettamente grazie all'adesione massiccia delle giornaliste e dei giornalisti italiani. Per 24 ore l'informazione è stata oscurata. Colleghe e colleghi hanno dimostrato di aver capito che la battaglia non è solo per il rinnovo del contratto Fnsi-Fieg e per la dignità del giornalismo, ma anche per il futuro dell'informazione. È stata la miglior risposta a chi dice che dovremmo svenderci e definisce privilegi i nostri diritti». È il commento della Federazione nazionale della Stampa italiana all’indomani della giornata di sciopero dei giornalisti svoltasi venerdì 27 marzo 2026.

La Fnsi prosegue: «La libertà dei giornalisti sta nel poter lavorare senza vincoli, nella loro possibilità di dire no ai direttori, agli editori e ai potenti di turno. E questo passa attraverso i nostri istituti contrattuali e attraverso la solidarietà generazionale».

Il sindacato dei giornalisti poi sottolinea: «Oggi in edicola ci sono pochi giornali: alcuni direttori per poter uscire a dispetto della redazione in sciopero hanno usato metodi da padroni delle ferriere; altri hanno usato metodi trumpiani. Stare a schiena dritta è anche non barattare i propri diritti costituzionali, come quello di sciopero».

La Federazione nazionale della Stampa italiana conclude: «Grazie a tutti i colleghi che hanno aderito allo sciopero (oltre il 90%), che hanno dimostrato che siamo una categoria viva e consapevole. Grazie ai colleghi che hanno fatto della dignità del giornalismo la loro bandiera. Andiamo avanti per il futuro dell'informazione: la posta in gioco è altissima». (anc)

Sciopero, il ringraziamento di Stampa Romana
Grazie! Grazie a tutti i colleghi che hanno scioperato. Grazie ai Comitati di redazione, a tutti quelli che si sono adoperati perché la giornata di mobilitazione, che ha avuto un'adesione straordinaria, riuscisse. A testa alta la nostra categoria chiede un nuovo contratto, retribuzioni adeguate al costo della vita, ma soprattutto rivendica dignità per la professione, per chi è dentro le redazioni, e per chi ne è fuori, precario o collaboratore con paghe da fame.
Senza retribuzioni dignitose per tutti non c'è libertà. E senza libertà non c'è una informazione di qualità per i cittadini, per la democrazia. Non è retorica, è la realtà. Lo misuriamo ogni giorno. Se avanza la propaganda, se lo spazio per il dibattito, la critica, le obiezioni si riduce, il giornalismo arretra e perde credibilità: anche per questo l'informazione è in crisi.
Un grazie particolare ai colleghi che hanno scioperato in condizioni difficili, sotto la pressione di editori e direttori spregiudicati, e ai più giovani alla prima vertenza, discriminati dagli editori che, soprattutto con loro, fanno carta straccia del contratto e degli accordi integrativi vigenti, applicando forfait irrisori.
Questa mobilitazione è una prima scommessa vinta, avviata con decisione insieme con la Fnsi, nonostante scetticismi e sfiducia a molti anni dall'ultima vertenza contrattuale. È un messaggio forte che mandiamo agli editori che, senza progetti di fronte al cambiamento, seguono una sola ricetta: tanti soldi pubblici, organici e retribuzioni ridotti all'osso, sfruttamento.
A tutti diciamo: la categoria c'è, il sindacato c'è.
Stefano Ferrante - Segretario dell'Associazione Stampa Romana

@fnsisocial

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