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Migranti 21 Set 2011

Abitanti dell'isola contro i giornalisti: "Voi alimentate le tensioni" Fnsi: "L'informazione è parte della soluzione dei problemi"

Clima d'odio a Lampedusa contro i giornalisti che vengono allontanati aggrediti verbalmente da decine di lampedusani. Il cameraman della Rai, Marco Sacchi, è stato aggredito e gli hanno gettato a terra la telecamere. Altri giornalisti, anche l'Adnkronos, sono stati malamente allontanati. C'è un clima di grande tensione presso il distributore di benzina, ancora presidiato dai poliziotti in antisommossa, che i tunisini hanno minacciato di fare saltare in aria delle bombole di gas. (Adnkronos)

Clima d'odio a Lampedusa contro i giornalisti che vengono allontanati aggrediti verbalmente da decine di lampedusani. Il cameraman della Rai, Marco Sacchi, è stato aggredito e gli hanno gettato a terra la telecamere. Altri giornalisti, anche l'Adnkronos, sono stati malamente allontanati. C'è un clima di grande tensione presso il distributore di benzina, ancora presidiato dai poliziotti in antisommossa, che i tunisini hanno minacciato di fare saltare in aria delle bombole di gas. (Adnkronos)

IMMIGRATI: TENSIONI A LAMPEDUSA, TROUPE SKY SPINTONATA DA FOLLA
L'inviato di Sky a Lampedusa, Fulvio Viviano, e l'operatore Davide Di Stefano, sono stati aggrediti da un gruppo di cittadini dell'isola esasperati dopo la rivolta di ieri dei tunisini. I due sono stati spintonati e aggrediti verbalmente, come accaduto anche ieri nella zona del porto, dove si trovano alcuni migranti.
Erano lì, dunque, per documentare gli ultimi avvenimenti. I lampedusani li hanno accusati di essere, insieme al resto della stampa, i "colpevoli" di questo stato di tensione. (AGI)

IMMIGRAZIONE: AGGREDITA DA LAMPEDUSANI ANCHE TROUPE RAI
Dopo la troupe di Sky Tg24, alcuni lampedusani hanno aggredito anche l'operatore della Rai Marco Sacchi, facendogli cadere per terra la telecamera. L'aggressione è avvenuta davanti il distributore di benzina dove la polizia, in assetto antisommossa, ha caricato un gruppo di tunisini che minacciava di fare esplodere acune bonmbole di gas. (ANSA)

La Federazione Nazionale della Stampa Italiana comunica:

 

“La Fnsi è al fianco dei colleghi che in queste ore a Lampedusa stanno subendo le conseguenze di un clima esasperato, nel quale alcuni abitanti pensano di avere individuato nei giornalisti i responsabili della situazione di tensione che l’isola vive. Alle forze di polizia il sindacato chiede di garantire l’incolumità degli operatori dell’informazione. Ai cittadini lampedusani la Fnsi ricorda che nessun  addebito può essere mosso a chi è li semplicemente per raccontare ciò che succede. L’informazione non è il problema; semmai è parte della soluzione, che può venire soltanto da una conoscenza vera dei dati di fatto. Peraltro i giornalisti scontano ancora, a Lampedusa e altrove, il divieto di entrare nei centri per gli immigrati, stabilito dal ministro Maroni ad aprile e non più revocato, nonostante l’esplicita richiesta contenuta in un ordine del giorno votato dal Senato a inizio agosto. Ma i problemi, come è evidente anche dalle ultime vicende di Lampedusa, non si risolvono impedendone il racconto”.

IMMIGRAZIONE: UNCI, SOLIDARIETA' A TROUPE RAI E SKY
Il presidente dell'Unione nazionale cronisti italiani, Guido Columba, ed il presidente del Gruppo siciliano dell'Unci, Leone Zingales, esprimono in una nota ''solidarietà alle troupe televisive di Sky Tg24 e Rai aggredite a Lampedusa (Agrigento) mentre svolgevano il loro lavoro''.
''L'aggressione - ricordano Columba e Zingales - è avvenuta davanti il distributore di benzina dove la polizia ha caricato un gruppo di tunisini che minacciava di fare esplodere alcune bombole di gas''. Columba e Zingales ''chiedono agli inquirenti di fare luce sull'episodio e di porre in essere tutte le iniziative necessarie per tutelare gli operatori dell'informazione e il diritto dei cittadini ad essere informati di ciò che accade in modo completo e tempestivo''. (ANSA)

 

@fnsisocial

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