«La remunerazione dei contenuti giornalistici, quindi la remunerazione dei giornalisti, quindi anche un incentivo al giornalismo di qualità, è una condizione per il pluralismo in rete e questo è un dato di grande importanza». Così Giacomo Lasorella, presidente dell'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni, parlando a margine di un convegno sulla decisione della Corte di Giustizia dell'Unione Europea nel caso Meta-Agcom, promosso dal Florence Observatory on Digital Regulation all'Università di Firenze, mercoledì 17 giugno 2026.
«Agcom - ha spiegato il presidente - lo ha riconosciuto attraverso il proprio regolamento in attuazione di una legge dello Stato che ha interpretato in modo estremamente intelligente una direttiva europea, e la Corte ha avallato questa interpretazione. Ovviamente il mondo si evolve, c'è l'intelligenza artificiale, quindi queste regole andranno adattate al nuovo contesto, ma è un punto di partenza molto importante».
Secondo Lasorella il confine tra regolamentazione e libertà di espressione «è sicuramente un confine complesso, soprattutto nel mondo del web, dove da un lato ovviamente bisogna salvaguardare la libertà di espressione e dall'altro bisogna salvaguardare anche i contenuti in rete e i cittadini che accedono ai contenuti. Ma un grande tema è quello dell'informazione di qualità, diciamo che è il tema di questa sentenza che commentiamo oggi».
Sul tema dell'intelligenza artificiale «abbiamo istituito un tavolo di confronto tra editori e piattaforme in modo tale che anche a livello nazionale su base volontaria possano essere affrontate e risolte anche attraverso il dialogo una serie di questioni che sono fondamentali», ha poi ribadito il presidente Lasorella, ricordando la segnalazione inviata alla Commissione Europea, competente per le grandi piattaforme, «sulla questione del rispetto del Dsa e del principio della tutela del pluralismo, quindi dell'obbligo delle piattaforme di adottare strumenti di mitigazione rispetto al rischio per il pluralismo». (mf)