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Libertà di informazione | 19 Nov 2020
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Angelo Becciu chiede 10 milioni di danni all'Espresso. Damilano: «Attacco stupefacente»

Il cardinale cita in giudizio il giornale accusandolo di aver influenzato il Papa nella decisione di "licenziarlo". «Siamo sicuri di aver compiuto il nostro lavoro e il nostro dovere di informazione con correttezza e professionalità», risponde il direttore. Fnsi: «Tipica "querela bavaglio". Saremo al fianco dei colleghi».
La copertina del numero dell'Espresso di domenica 27 settembre

Angelo Becciu ha fatto arrivare da parte dei suoi legali un atto di citazione nei confronti dell'Espresso, con la richiesta di risarcimento di dieci milioni di euro. «Come cittadino italiano ne ha piena facoltà, sarà un tribunale a decidere sul merito e questo giornale non ha nulla da temere. Siamo sicuri di aver compiuto il nostro lavoro e il nostro dovere di informazione, con correttezza e professionalità, consapevoli della eccezionale rilevanza pubblica della questione», commenta il direttore del settimanale, Marco Damilano, nel dare notizia dell'iniziativa di Becciu. «Un cardinale della Chiesa cattolica, residente in Vaticano, che querela un giornale italiano sentendosi diffamato», precisa, definendo «stupefacenti le motivazioni che il cardinale Becciu espone per spiegare la sua decisione», per poi riassumere le tappe della vicenda.

«Siamo consapevoli del nostro lavoro e orgogliosi di esercitarlo con piena libertà e autonomia, ma questa sembra un'enormità che da sola descrive la drammaticità dello scontro in atto in Vaticano e l'entità della posta in gioco», scrive poco dopo Damilano, elencando alcune domande che «forse» il cardinale dovrebbe porsi, «invece di accanirsi su chi ha condotto un'inchiesta giornalistica solida e ben documentata. Sul merito, sarà il tribunale a stabilire dove sia la verità dei fatti», prosegue il direttore, concludendo che «di questa storia continueremo ad occuparci, nonostante la chiara volontà di intimidazione».

Al fianco di Damilano e della redazione dell'Espresso si schiera la Fnsi. «Quella del cardinal Becciu – rileva il sindacato dei giornalisti – è una tipica querela bavaglio che, tuttavia, come ha scritto il direttore Marco Damilano, non riuscirà ad intimidire la redazione dell'Espresso, che proseguirà nelle sue inchieste, poggiate su fonti solide e autorevoli. La Federazione nazionale della Stampa italiana sarà al fianco dei colleghi».

@fnsisocial
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