CERCA
Cerca nelle notizie
Dal
Al
Cerca nel sito
Editoria 04 Lug 2006

Appello del “Manifesto”: il rischio chiusura riguarda la libertà d’informazione

''La possibilità che il 'Manifesto' chiuda riguarda il grado di libertà del sistema dell'informazione in Italia e perciò la qualità della nostra democrazia'': è uno dei passaggi centrali della lettera-appello che il quotidiano di via Tomacelli pubblicherà domani firmata, tra gli altri, da Carmine Fotia, Lucia Annunziata, Ritanna Armeni, Riccardo Barenghi, Andrea Bianchi, Mauro Paissan, Rina Gagliardi, Paolo Serventi Longhi, Guido Moltedo, Giorgio Casadio, Federico Orlando, Giuseppe Giulietti, Roberto Natale e Severino Cesari.

''La possibilità che il 'Manifesto' chiuda riguarda il grado di libertà del sistema dell'informazione in Italia e perciò la qualità della nostra democrazia'': è uno dei passaggi centrali della lettera-appello che il quotidiano di via Tomacelli pubblicherà domani firmata, tra gli altri, da Carmine Fotia, Lucia Annunziata, Ritanna Armeni, Riccardo Barenghi, Andrea Bianchi, Mauro Paissan, Rina Gagliardi, Paolo Serventi Longhi, Guido Moltedo, Giorgio Casadio, Federico Orlando, Giuseppe Giulietti, Roberto Natale e Severino Cesari.

''La drammatica crisi che sta vivendo il 'Manifesto' - si legge nel testo - non riguarda soltanto coloro, come alcuni di noi, che in quel giornale hanno mosso i primi passi della propria carriera giornalistica e che, malgrado abbiano poi scelto altre collocazioni, hanno conservato un legame affettivo. La possibilità che il manifesto chiuda riguarda il grado di libertà del sistema dell'informazione in Italia e perciò stesso la qualità della nostra democrazia. La malattia di cui soffre il sistema dell'informazione in Italia - prosegue la lettera degli ex - è infatti la dominanza delle grandi concentrazioni editoriali, in regime di sostanziale duopolio televisivo e di oligopolio in quello della carta stampata''. E, secondo i firmatari, ''la durezza del confronto in atto con gli editori sul rinnovo del contratto dei giornalisti ci dice per altro che le controparti dei giornalisti cercano una via d'uscita alle dimensioni asfittiche del mercato e ai suoi costi crescenti con una forzatura sulla flessibilità nell'uso delle redazioni, fino all'astratta idea di redazioni tutte virtualizzate''. ''Il 'Manifesto' nella sua esperienza storica - viene sottolineato nell'appello - ha messo al centro la libertà: di chi fa il giornale e di chi lo acquista in edicola. Giornalisti, tecnici e lettori hanno costituito un raro esempio di un circuito autentico di libertà di informare e di essere informati. In questo sta la sua insostituibile anomalia, alimento della battaglia per la libertà del sistema delle comunicazioni in Italia''. La lettera si conclude lanciando un appuntamento di sottoscrizione: ''Ecco perchè noi, insieme ad Articolo 21, ci facciamo promotori di una iniziativa straordinaria di sostegno al manifesto che coinvolga il maggior numero possibile di donne e uomini del mondo dell'informazione. L’appuntamento è per l'11 luglio, al circolo Montecitorio di Roma, per una cena di sottoscrizione''. (ANSA)

@fnsisocial

Articoli correlati