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Vertenze | 23 Set 2020
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Arena di Verona, disdettato l'integrativo. Giornalisti in stato di agitazione

Cdr e Sindacato giornalisti Veneto, «sconcertati» dal modo di fare dell'editore, condannano «le modalità della disdetta, una sorta di prova muscolare che altro non fa che inasprire i rapporti in un momento in cui invece è quanto mai strategico assumere condotte e prassi costruttive».
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Giornalisti de L'Arena di Verona in stato di agitazione dopo la disdetta unilaterale dell'integrativo da parte dell'azienda. La comunicazione è stata data formalmente mercoledì 23 settembre a Cdr e Sindacato dal direttore del personale delegato alle relazioni sindacali. Nella nota firmata dall'amministratore delegato – spiega il Sindacato giornalisti Veneto – si attesta che il patto in essere cesserà al 31 dicembre 2020 e che la stessa azienda presenterà uno schema di piattaforma del tutto nuovo «economicamente sostenibile e coerente con le priorità e gli obiettivi di medio-lungo periodo contenuti nelle linee guida del Piano triennale di prossima elaborazione».

Il Cdr ha chiesto di fissare fin da subito una data per avviare la trattativa ottenendo un secco rifiuto: «Prima di gennaio è impossibile aprire un tavolo di confronto». Così come il Cdr anche il Sindacato giornalisti Veneto «condanna le modalità della disdetta, una sorta di prova muscolare che altro non fa che inasprire i rapporti in un momento in cui invece è quanto mai strategico assumere condotte e prassi costruttive», lamenta il sindacato regionale.

«Al contrario – aggiunge l'Assostampa – ancora una volta l'ad non rispetta ruoli e rappresentanze, inviando in un secondo momento una lettera a ogni singolo redattore per spiegare 'a tu per tu' i motivi della scelta, snobbando il tavolo sindacale. E al riguardo tanto Cdr quanto Sgv si dichiarano sconcertati da questo modo di fare che scavalca i rappresentanti eletti democraticamente dalla redazione».

Sgv, conclude il sindacato regionale, «esprime piena solidarietà al Cdr e affiancherà i colleghi in tutte le iniziative che riterranno opportuno intraprendere a tutela degli interessi morali ed economici dei giornalisti del quotidiano scaligero».

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