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Vertenze | 30 Ott 2017
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Corriere di Bologna, la protesta continua con lo sciopero delle firme

Dopo due giorni di astensione dal lavoro il quotidiano è tornato in edicola, ma la protesta continua con lo sciopero delle firme, come spiega l'assemblea dei giornalisti nella lettera ai lettori che riproponiamo di seguito.
La redazione del Corriere di Bologna (Foto: Giorgio Benvenuti via aser.bo.it)

Dopo due giorni di astensione dal lavoro, il Corriere di Bologna è tornato in edicola, ma la protesta continua con lo sciopero delle firme, come spiega l’assemblea dei giornalisti in questa lettera ai propri lettori.

Cari lettori,

nelle giornate di giovedì e venerdì non avete trovato il quotidiano in edicola e il sito non è stato aggiornato a seguito di uno sciopero indetto dall’assemblea dei giornalisti. A partire da oggi (sabato) lo troverete senza le firme. Per la prima volta nella sua storia decennale, in questi mesi i giornalisti del Corriere di Bologna hanno dovuto compiere forme di protesta forti per difendere posti di lavoro e qualità del prodotto.

Vi vogliamo spiegare perché. Negli ultimi tre anni questa redazione è stata spolpata e destabilizzata da costanti trasferimenti delle sue figure apicali verso la sede centrale di Milano e altre sedi, senza che abbia fatto seguito un rafforzamento adeguato nella forma e nella sostanza. Il direttore precedente è stato trasferito a Roma, affidando la guida all’attuale direttore Enrico Franco, che ha la responsabilità di altre due testate: Corriere del Trentino e Corriere dell’Alto Adige. Il caporedattore e il vicecaporedattore sono stati trasferiti a Milano, sostituiti da due contratti a termine di lunghissima durata che oggi l’azienda lascia scadere senza nessuna garanzia di stabilizzazione. Anche l’attuale caporedattore nei prossimi giorni si trasferirà  a Milano. Al collega responsabile di Corriere Imprese non è stato rinnovato il contratto lo scorso 30 settembre, pertanto la pubblicazione da quasi un mese non è in edicola.

In un contesto di simile instabilità e poca serenità, oltre alla solidarietà  ai colleghi che rischiano di perdere il posto di lavoro, la redazione sottolinea con forza le difficoltà causate dalla precarietà instaurata da Rcs nella sede di Bologna. Già  da un anno il Cdr ha stimolato l’azienda ad avviare un tavolo di trattativa sui contratti a termine in scadenza il 31 ottobre, ottenendo solamente rinvii. In ultima istanza è stato proposto un incontro per l’8 novembre, a contratti scaduti, invito poi annullato a seguito dell’esercizio della redazione del diritto di sciopero.

A fronte delle tante rassicurazioni sulla volontà  di non toccare l’organico e sull’importanza strategica delle testate locali, l’assemblea dei giornalisti si chiede se Rcs intenda risolvere i problemi, stabilizzare i lavoratori e di conseguenza consolidare la forza, l’organizzazione e l’indipendenza della testata che porta il nome del Corriere, oppure se voglia ancora proporre rinvii e fumosi futuri aggiornamenti. Questa redazione conferma la volontà di dialogare con l’azienda sulle stabilizzazioni a suo parere necessarie, ma intende farlo nel rispetto dei colleghi e della dignità  che il Corriere di Bologna merita.

Ci auguriamo di poter tornare al più presto a svolgere il nostro lavoro con la qualità  adeguata al prestigio di questa testata.

L’assemblea dei giornalisti del Corriere di Bologna

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