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Lavoro autonomo | 21 Mag 2020
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Dl Rilancio, professionisti esclusi dai contributi a fondo perduto. Puglisi: «Auspico correzioni alla norma»

La questione sollevata dal presidente dell'Adepp, Alberto Oliveti, che lamenta la «disattenzione» dell'esecutivo anche sul fronte fiscale, «visto che in nessun decreto si è trovato il modo di chiarire come debbano essere trattati gli aiuti messi a disposizione dagli enti di previdenza privati».
La sottosegretaria al Lavoro, Francesca Puglisi (Foto: Ansa Professioni)

«Abbiamo fatto uno sforzo enorme per dare risposte concrete all'emergenza causata dal nuovo coronavirus approvando di fatto due decreti equiparabili a vere e proprie manovre di bilancio in pochissimo tempo. Ovviamente ci sono diversi punti che possono essere integrati, o migliorati e in questo l'aiuto e il confronto con i professionisti è fondamentale. Come ad esempio il tema dell'esclusione dei professionisti stessi da misure a fondo perduto, che auspico possa essere corretto dal Parlamento in sede di conversione del decreto in legge». Così la sottosegretaria al Lavoro Francesca Puglisi nel corso del webinar "Smart working, nuova forma di relazione tra professionisti, imprese e pubblica amministrazione", organizzato dall'Istituto nazionale degli esperti contabili in collaborazione con la Cassa di previdenza dei ragionieri, in merito alla norma del decreto rilancio su cui il mondo professionale sta rivolgendo diversi appelli al governo affinché il testo sia rivisto.

La questione è stata sollevata anche dal presidente dell'Adepp, Alberto Oliveti, che, in una nota, chiedendo che il governo «corregga il tiro», evidenzia come il decreto legge Rilancio abbia «persino escluso i professionisti iscritti alle Casse dai contributi a fondo perduto, anche questi esentasse, accordati ad imprese e altri autonomi con partita iva».

L'associazione che raccoglie gli enti di previdenza dei professionisti lamenta inoltre la «disattenzione» dell'esecutivo anche sul fronte fiscale, «visto – aggiunge Oliveti – che in nessun decreto si è trovato ancora il modo di chiarire come debbano essere trattati gli aiuti messi a disposizione dagli enti di previdenza dei professionisti. Trattandosi di interventi assistenziali analoghi, vorremmo che l'esenzione fiscale applicata ai 600 euro statali venga riconosciuta ai sussidi autonomi e aggiuntivi delle Casse».

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