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Redazioni locali dei giornali Rcs in sciopero
Vertenze 25 Set 2017

Edizioni locali Rcs, giornalisti in sciopero contro i mancati rinnovi dei contratti a termine

Primo giorno di astensione dal lavoro per le redazioni di Corriere Fiorentino, Corriere del Veneto e Corriere di Verona, Corriere di Bologna, Corriere del Trentino e Corriere dell'Alto Adige. Solidarietà ai colleghi da Fnsi e Associazioni regionali di Stampa.

Giornalisti dei quotidiani locali del gruppo Rcs in sciopero. Dopo la proclamazione dello stato di agitazione, i Comitati di redazione di Corriere Fiorentino, Corriere del Veneto e Corriere di Verona, Corriere del Trentino, Corriere dell'Alto Adige e Corriere di Bologna hanno indetto per oggi, lunedì 25 settembre, il primo giorno di sciopero del pacchetto di 5 affidato ai Cdr.
I giornalisti dei 'dorsi' locali del Corriere della Sera protestano contro la decisione dell'azienda di non rinnovare i contratti a tempo determinato che abbiano superato i sei mesi di durata. Decisione che, di fatto, imporrebbe la perdita di posti di lavoro, oltre alla frustrazione delle aspettative di chi, a volte per anni, ha contribuito alla realizzazione dei quotidiani locali lavorando con contratti precari.

Inoltre, si vengono così a minare i fisiologici meccanismi di avvicendamento all’interno delle redazioni e, con essi, il ruolo che spetta al direttore. Senza contare l’effetto negativo che un tale turn over avrebbe sulla qualità del lavoro delle redazioni e dei prodotti editoriali, in un momento in cui l’informazione locale viene premiata dai lettori.
Per il Corriere Fiorentino si tratta del primo sciopero in quasi 10 anni di vita, per le redazioni del Corriere del Trentino e del Corriere dell'Alto Adige è la seconda astensione dal lavoro nell’arco di poco tempo. I comitati di redazione, d’intesa con le Associazioni regionali di Stampa e con la Fnsi, chiedono un incontro urgente con l’azienda e ribadiscono la disponibilità a trovare percorsi d’intesa condivisi che garantiscano occupazione e qualità dell’informazione.

«Vogliamo credere nelle parole del presidente Urbano Cairo, che ha detto di voler investire nei giornali locali del gruppo Rcs: ma investire in una testata giornalistica significa investire nelle persone che fanno ogni giorno il giornale, non perdere queste professionalità», osservano i Comitati di redazione. 
La Federazione nazionale della Stampa e le Associazioni di Toscana, Veneto, Trentino Alto Adige ed Emilia Romagna esprimono solidarietà ai colleghi e sostegno alle ragioni che hanno indotto i giornalisti a scioperare contro la precarietà dilagante anche nelle grandi aziende come il gruppo Rcs e contro un modo di fare impresa che contempla solo tagli agli organici, promesse disattese e dinieghi rispetto a qualsiasi forma di dialogo con i lavoratori.

PER APPROFONDIRE

Il comunicato del Cdr del Corriere Fiorentino
Il comitato di redazione del Corriere Fiorentino indice per oggi, 25 settembre 2017, il primo dei cinque giorni di sciopero votati dall’assemblea contro la decisione di non rinnovare i contratti a tempo determinato che abbiano superato i sei mesi di durata. Il Corriere Fiorentino sciopera per la prima volta nei suoi quasi 10 anni di vita perché l’applicazione di questa decisione aziendale va a toccare, nel nostro come negli altri dorsi locali del Corriere della Sera, la vita e il futuro di colleghi che lavorano con noi da anni; e per il Corriere Fiorentino tale decisione significa anche tagli di posti di lavoro.
Come Cdr eravamo pronti, già durante l’incontro presso la Fieg la settimana scorsa, a trovare percorsi d’intesa con l’azienda, un impegno condiviso con Assostampa e Fnsi. Dopo il nostro comunicato di sabato, non c’è stata nessuna risposta da parte di Rcs. Per questo motivo scioperiamo, come faranno altri dorsi locali del Corriere oggi, e chiediamo un incontro urgente con l’azienda.
Vogliamo credere nelle parole del presidente Urbano Cairo, che ha detto di voler investire nei giornali locali del gruppo Rcs: ma investire in una testata giornalistica significa investire nelle persone che fanno ogni giorno il giornale, non perdere queste professionalità. Per l’azienda è un vulnus, non un investimento. Un controsenso, che mette a rischio la qualità del lavoro e dei prodotti del Corriere Fiorentino che in questi anni sono sempre stati premiati dai lettori, contro il quale continueremo a batterci.

Il comunicato del Cdr del Corriere del Veneto e del Corriere di Verona
La redazione del Corriere del Veneto e del Corriere di Verona riunita in assemblea ha votato all'unanimità dei presenti un pacchetto di tre giorni di sciopero da effettuarsi anche in coordinamento con gli altri quotidiani locali del gruppo Rcs a partire da questo lunedì 25 settembre.
L'azienda ha infatti annunciato la decisione unilaterale di limitare a 5 mesi e 25 giorni all'anno la durata dei contratti a termine indipendentemente dalle esigenze delle singole redazioni e delle decisioni dei singoli direttori di testata. L'obiettivo (dichiarato) è quello di aggirare il cosiddetto "diritto di precedenza" in caso di assunzioni a tempo indeterminato che vengano effettuate nei successivi 12 mesi. Sappiamo che tutti sono sostituibili, anche le grandi firme del giornalismo, ma trasformare la redazione in una sorta di giostra con le porte girevoli è un modo di umiliare i giornalisti e colpire soprattutto la qualità del giornale. Questa decisione dell'azienda di fatto taglia tre posti di lavoro al Corriere del Veneto e Corriere di Verona ed è irrispettosa nei confronti dei giornalisti che in questo momento stanno ricoprendo quelle posizioni e nei confronti della redazione tutta.
Anche se leggiamo sui giornali che il presidente di Rcs Urbano Cairo è intenzionato ad investire su nuovi prodotti, sui dorsi locali e sulla qualità dei quotidiani già presenti nel gruppo, quello che vediamo al momento è una serie di decisioni apparentemente  mirate a smantellare le squadre dei dorsi locali senza una visione chiara del futuro. A febbraio scorso avevamo accettato di sostituire tre colleghi dimissionari con altrettanti contratti a termine in seguito all'annuncio dell'azienda che sarebbero arrivati tre giornalisti in mobilità provenienti dal resto del gruppo e per questo non era possibile pensare a tre nuovi ingressi a tempo indeterminato. Questo non è avvenuto. E a sei mesi di distanza ci è stato comunicato che le regole sono cambiate di nuovo.
Nella sua storia lunga 15 anni, la redazione del Corriere del Veneto e del Corriere di Verona ha sempre accettato con convinzione – e con sacrificio – tutte le iniziative editoriali proposte dall'azienda senza mai abbassare la qualità dei prodotti e dell'informazione. Ora però ci continuiamo a trovare di fronte a un secco no a qualsiasi forma di dialogo e le promesse fatte vengono disattese con leggerezza.
L'assemblea dà infine mandato al comitato di redazione di aprire, d'intesa con Assostampa e Fnsi, una vertenza sugli accordi aziendali dato che l'azienda li ha unilateralmente modificati e si riserva perciò altre azioni di protesta.

Il comunicato del Cdr del Corriere del Trentino e del Corriere dell’Alto Adige
Durante il tavolo di confronto di giovedì 21 settembre nella sede della Fieg a Roma tra l’azienda e i Cdr dei dorsi locali del Corriere della Sera convocato dalla Fnsi, siamo stati informati di nuove e più stringenti regole su tutti i tipi di contratti a termine. Regole che rischiano di minare non solo il destino dei colleghi oggi legati a queste tipologie di contratto, ma anche i fisiologici meccanismi di avvicendamento all’interno della redazione e, con essi, il ruolo che spetta al direttore. La scelta di limitare a 5 mesi e 25 giorni all’anno la durata dei contratti a termine annunciata giovedì ha infatti il solo obiettivo (dichiarato) di aggirare il cosiddetto “diritto di precedenza” in caso di assunzioni a tempo indeterminato che vengano effettuate nei successivi 12 mesi.
Le regole descritte varranno anche per i posti di lavoro da sempre in pianta organica e con la responsabilità di un intero settore del giornale, senza eccezioni nemmeno nel caso in cui quei posti risultassero ormai da tempo già coperti da una lunga serie di contratti a termine. Applicato alle realtà di Trento e Bolzano, significa che ogni 5 mesi e 25 giorni due giornalisti su sette a Trento e due giornalisti su sette a Bolzano saranno colleghi “nuovi” che non conoscono le redazioni e, esaurito il mercato locale, il territorio. Questa modalità di assunzione, che ad oggi non è nemmeno dato sapere quanto durerà, manifesta innanzitutto l’assoluta indifferenza per i destini personali di colleghi che lavorano con noi ormai anche da 11 anni, professionisti che hanno maturato competenza giornalistica e conoscenza del territorio, che per questa “colpa” vengono ora allontanati. Rende inoltre materialmente impossibile ai colleghi rimasti con contratto a tempo indeterminato la realizzazione del giornale.
Le redazioni di Trento e Bolzano, spiazzate da una decisione che in prospettiva rischia di minare lo stesso prodotto editoriale e che mal si coniuga con le speranze di rilancio e solidità che il presidente Urbano Cairo aveva acceso, lunedì si asterranno dal lavoro per la seconda volta in pochi mesi, ossia per la seconda volta in quattordici anni di vita delle due testate. Chiediamo alla Fnsi di attivarsi perché vengano al più presto ristabilite condizioni di lavoro accettabili.

Il comunicato dell'assemblea dei giornalisti del Corriere di Bologna
L'assemblea dei giornalisti del Corriere di Bologna all'unanimità ha indetto una giornata di sciopero per oggi, lunedì 25 settembre, al termine di un colloquio con l'azienda Rcs Edizioni locali ancora una volta interlocutorio riguardo al futuro dei colleghi titolari di contratti a termine.
Nello specifico è stato confermato il mancato rinnovo di Andrea Rinaldi, responsabile dell'edizione Corriere Imprese fin dalla sua creazione, nonostante non sia ancora trascorso il termine dei 36 mesi di contrattualizzazione. Ad oggi la redazione ancora non conosce chi e in quale modo dovrà occuparsi di Corriere Imprese a partire da lunedì ma precisa che non sarà disponibile, stante la situazione attuale e le competenze necessarie a realizzarlo, a farsene carico senza chiarezza sulla stabilizzazione degli altri colleghi titolari di contratti a termine. Questo anche per evitare che in futuro un prodotto così specifico continui ad essere frazionato in una moltitudine di contratti precari, che ne ledono la qualità e la credibilità del lavoro.
Alla luce del mancato rinnovo di Rinaldi, delle crescenti preoccupazioni riguardo al futuro di Marco Madonia e Pierpaolo Velonà e dell'istituzione di regole interne che limitano a 5 mesi e 25 giorni all'anno i contratti a termine, questa redazione ha deciso di astenersi dal lavoro.

LE REAZIONI

Sindacato giornalisti Trentino Alto Adige, no a cronista-bracciante
«Non abbasseremo la guardia nella lotta per la difesa dei diritti dei colleghi dei dorsi locali del Corriere della Sera che con il loro prezioso lavoro contribuiscono al pluralismo dell’informazione nella nostra Regione». Lo afferma il Sindacato giornalisti del Trentino Alto Adige, all'indomani dello sciopero del Corriere del Trentino e del Corriere dell’Alto Adige. «È inaccettabile – prosegue il sindacato regionale – ridurre i cronisti a braccianti dell'informazione. Dopo aver sfruttato la loro professionalità e il loro impegno incondizionato, dopo 5 mesi vengono messi per strada. Il diritto di precedenza, è giusto ricordare, è un diritto e non un pericolo da circumnavigare».
«In questo modo - conclude l'Assostampa - viene messo a rischio la professionalità dell'informazione, che è una colonna della democrazia e l'unica certezza per i cittadini nel mare di fake news diffuse dal web».

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