L'Ordine dei giornalisti della Toscana e l'Associazione Stampa Toscana esprimono «forte preoccupazione» per quanto «segnalato in relazione al lavoro dei cronisti impegnati nelle redazioni locali nella copertura del grave fatto di cronaca avvenuto a Barberino del Mugello», sul viadotto Alteta dell'Autostrada A1, giovedì 3 settembre 2026.
«Secondo quanto riferito – spiegano sindacato e Ordine regionali sabato 5 settembre – alcuni giornalisti entrati in possesso di un video che documentava il tentativo delle forze di polizia di far desistere l'uomo dai suoi propositi, sarebbero stati raggiunti da telefonate con l''invito' a non pubblicare il filmato o, laddove fosse già stato messo online, a rimuoverlo. Lo stesso documento sarebbe però successivamente entrato nella disponibilità di testate nazionali e trasmesso da telegiornali e programmi televisivi di approfondimento, mentre, nel frattempo, sarebbe stata avviata anche una ricerca della fonte attraverso i cronisti locali».
Per i rappresentanti dei giornalisti, «se confermata, una simile disparità di trattamento sarebbe grave e non accettabile. Il lavoro delle testate e dei giornalisti del territorio – rimarcano – non può essere considerato di rango inferiore rispetto a quello delle testate nazionali, né possono essere esercitate pressioni selettive capaci di incidere sull'esercizio del diritto-dovere di informare».
Ordine dei giornalisti della Toscana e Associazione Stampa Toscana ricordano, quindi, che «i rapporti con gli organi di informazione devono essere improntati a criteri di correttezza, trasparenza e parità di trattamento, nel rispetto delle norme e delle disposizioni che regolano la comunicazione istituzionale e giudiziaria, nonché dell'autonomia professionale dei giornalisti». E «particolare attenzione – incalzano – merita, inoltre, il principio di trattamento equilibrato e paritario tra le diverse testate richiamato dalla disciplina del Consiglio superiore della magistratura in materia di comunicazione degli uffici giudiziari».
Ordine e Ast chiedono pertanto che «sia fatta piena chiarezza su quanto accaduto, sulle eventuali richieste rivolte alle redazioni locali e sulle ragioni per cui il medesimo materiale sia poi stato diffuso da testate nazionali. Qualora i fatti segnalati trovassero conferma – concludono – Ordine dei giornalisti della Toscana e Associazione Stampa Toscana, attraverso i presidenti, Giampaolo Marchini e Sandro Bennucci, con i rispettivi organismi dirigenti, valuteranno ogni iniziativa opportuna a tutela dei colleghi e della libertà di informazione, compresa la segnalazione dell'accaduto agli organismi competenti affinché siano svolti i necessari accertamenti. La libertà di stampa e il pluralismo dell'informazione si tutelano anche garantendo a tutti i giornalisti, locali e nazionali, pari dignità e pari condizioni nell'esercizio del proprio lavoro». (mf)