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Editoria | 13 Nov 2019
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Gedi-Gnn annuncia 121 esuberi fra i poligrafici, Slc-Cgil Fistel-Cisl e Uilcom dichiarano lo stato di agitazione

Le segreterie nazionali delle sigle sindacali esprimono «grande preoccupazione» per le gravi ricadute occupazionali e chiedono che il confronto prosegua anche con la responsabilità diretta e il coinvolgimento delle istituzioni. Il 14 novembre assemblee informative in tutto il gruppo.
Le testate del Gruppo Gedi

Il Gruppo Gedi – Gnn ha annunciato di voler procedere a un accentramento a Torino delle attività di tipografia e di alcune aree amministrative, dichiarando complessivamente 121 esuberi a livello nazionale fra i lavoratori poligrafici. Lo affermano, in una nota congiunta, le segreterie nazionali di Slc-Cgil, Fistel-Cisl e Uilcom-Uil.

«In data odierna – spiegano – si è tenuto l'incontro nazionale con Gnn – Gruppo Gedi, con l'illustrazione da parte dell'azienda dell'andamento di mercato che registra un ulteriore calo di vendita dei quotidiani, con conseguente perdita strutturale dei ricavi. Il mercato pubblicitario è in costante calo sul cartaceo e in una situazione di forte competitività sul digitale, in grande parte assorbito dai cosiddetti Over the Top».

Le segreterie nazionali hanno dichiarato «grande preoccupazione» per le gravi ricadute occupazionali e ritengono che il confronto debba proseguire anche con la responsabilità diretta e il coinvolgimento delle istituzioni.

«Da tempo – incalzano Slc-Cgil, Fistel-Cisl e Uilcom-Uil – le riorganizzazioni aziendali prevedono solo tagli dei costi, con perdite di occupazione e professionalità in un settore che necessita di politiche industriali e strumenti di sostegno alla trasformazione. Pertanto le segreterie nazionali dichiarano lo stato di agitazione e invitano le strutture territoriali e le Rsu a indire assemblee informative in tutto il Gruppo Gedi, Gnn e partecipate nella giornata di giovedì 14 novembre».

Ast: solidarietà piena a Il Tirreno per 30 esuberi di poligrafici
L'Associazione Stampa Toscana si unisce alla protesta del Cdr de Il Tirreno per la dichiarazione, da parte della proprietà, di 30 esuberi fra il personale poligrafico. È l'ennesima dimostrazione di quanto gli editori, incapaci di essere veri imprenditori nel senso di produrre ed espandere l'attività, abbiano solo un obiettivo: ridurre i costi sempre a carico dei dipendenti, del loro posto di lavoro, delle loro buste paga. Ast, in stretta sintonia con la Fnsi, si appella al governo perchè non un centesimo venga erogato per i prepensionamenti se prima non si investe su un autentico rilancio produttivo. 

Cominicato del Cdr de Il Tirreno
Il Cdr del Tirreno, dopo aver appreso i contenuti del piano di riorganizzazione dei poligrafici di Gnn, che per il nostro giornale prevedono un esubero di 30 unità, ritiene che ancora una volta si sia deciso di far pagare la crisi del settore ai lavoratori. Il piano rappresenta un ulteriore grave impoverimento della testata, che si aggiunge alla chiusura avvenuta appena un anno fa del centro stampa di Livorno. Per questo motivo il Cdr appoggerà i poligrafici nelle iniziative che decideranno di intraprendere a difesa dei posti di lavoro e del Tirreno.

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