«In questo Paese ogni manifestazione diventa l'occasione per prendersela con i giornalisti, aggredirli, limitare la libertà di informazione. È una situazione gravissima, di ignoranza e di violenza diffuse". Così la Fnsi commentando, in una nota, l'aggressione di lunedì 6 luglio 2026, a Genova, denunciata da Assostampa, Ordine e Gruppo Cronisti della Liguria.
«Addossare ai giornalisti - prosegue la Federazione nazionale della Stampa italiana - la responsabilità del mondo che raccontano e interpretano, pensare che i giornalisti siano responsabili, non è semplicemente puerile, ma è profondamente pericoloso per la vita democratica di questo Paese. Non c'è più tempo, servono azioni e reazioni da parte del legislatore e della politica. Basta strizzare l'occhio ai violenti, vanno fermati. I giornalisti devono essere messi nelle condizioni di fare il proprio mestiere senza correre rischi sproporzionati».
Ai colleghi liguri, all'Associazione Ligure dei Giornalisti, all'Ordine ligure e al Gruppo Cronisti «la solidarietà della Fnsi. Accompagnata - conclude il sindacato - dalla richiesta agli investigatori di fare luce al più presto sull'accaduto e segnalare alla magistratura i responsabili».
Dopo le aggressioni a cronisti e fotoreporter nel quartiere genovese di Sestri Ponente, una delegazione di giornalisti ha incontrato nel pomeriggio la prefetta di Genova Cinzia Torraco e la questora di Genova Silvia Burdese. Presenti anche il comandante provinciale dei Carabinieri Generale di Brigata Alessandro Magro e il comandante provinciale della Guardia di Finanza Generale di Brigata Luigi Macchia.
All'incontro il segretario dell'Associazione Ligure Giornalisti Matteo Dell'Antico e i segretari aggiunti Massimiliano Salvo e Antonio Zagarese, il vice presidente dell'Ordine dei Giornalisti della Liguria Andrea Leoni e la presidente del Gruppo Cronisti Liguri Katia Bonchi.
I rappresentanti della categoria hanno chiesto alle istituzioni che i responsabili delle violenze vengano immediatamente identificati e che ci sia maggiore attenzione nel tutelare anche i lavoratori dell'informazione con l'auspicio che non si verifichino più episodi come quello di Sestri Ponente dove oltre alle aggressioni fisiche e verbali a un collega è stato anche sottratto il telefono cellulare. Assostampa Ligure, Odg Liguria e Gcl hanno avuto la garanzia del massimo sostegno e supporto da Torraco, Burdese, Magro e Macchia che ringraziano per l'attenzione. (mf)
Associazione, Ordine e Gruppo Cronisti della Liguria: «Solidarietà ai colleghi, i responsabili vengano identificati. Istituzioni e politica tutta condannino l'accaduto»
Ieri sera, nel quartiere genovese di Sestri Ponente, i cronisti che stavano seguendo una manifestazione organizzata da 'Genova Insicura' sono stati aggrediti sia fisicamente che verbalmente e un collega è stato derubato del telefono cellulare. Il momento di maggiore tensione si è verificato quando il corteo si è avvicinato al contropresidio, organizzato da Anpi e altre sigle, in risposta alla manifestazione. Associazione Ligure dei Giornalisti, Ordine Ligure dei Giornalisti e Gruppo Cronisti Liguri esprimono totale solidarietà ai colleghi e auspicano che i responsabili di tali violenze vengano immediatamente identificati e che le istituzioni e la politica tutta prendano in maniera immediata e netta le distanze e condannino quanto accaduto.
Usigrai: «Ancora una grave e inaccettabile aggressione ai giornalisti. Servono maggiori tutele a difesa della libertà di informazione»
Ennesima aggressione ai giornalisti, colpevoli solo di fare il proprio lavoro. Stavolta è accaduto a Genova, nel corso della 'manifestazione per la sicurezza' in città. Minacce di morte alla troupe in servizio della Rai Tgr Liguria, un fotoreporter del Secolo XIX accerchiato, scaraventata a terra la sua attrezzatura, al collega di Repubblica rubato lo smartphone. Ai colleghi e alle colleghe la nostra solidarietà e vicinanza.
Non è tollerabile che in un Paese democratico non sia garantita la sicurezza di chi fa informazione, che ci siano situazioni che giornaliste e giornalisti non possano documentare, pena la loro incolumità.
Torniamo a chiedere maggiori tutele dagli organi preposti e auspichiamo che l'autorità giudiziaria disponga rapidamente indagini su queste aggressioni.
Esecutivo Usigrai, Coordinamento Cdr Tgr e Cdr Tgr Liguria