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Editoria 19 Feb 2020

"Gente d'Italia", sbarca in Argentina il quotidiano cartaceo dedicato agli italiani nel mondo

«Dopo l'abbinata con "El Pais" in Uruguay, a breve inizierà  una nuova avventura per tutti noi. Il nostro primo obiettivo è di stare quanto più vicino alle comunità  italiane in Sud America», spiega il direttore Mimmo Porpiglia.

"La Gente d'Italia", il quotidiano cartaceo fondato nel 1999 da Mimmo Porpiglia e Maria Josette Caprio e dedicato agli italiani nel mondo, cresce sempre più. A breve il giornale, ora presente in Uruguay, uscirà anche nelle edicole dell'Argentina, tutti i sabati e per due domeniche al mese abbinato al settimanale "Perfil", uno dei giornali più importanti del Sud America. «Dopo l'abbinata con "El Pais" in Uruguay, a breve inizierà una nuova avventura per tutti noi. Il nostro primo obiettivo è stare quanto più vicino alle comunità italiane in Sud America e di certo l'Argentina, come l'Uruguay, ospita tanti connazionali che provengono dalla nostra amata Penisola», spiega il direttore Porpiglia. Che aggiuge: «L'accordo con "Perfil" nasce anche dal fatto che parliamo di un giornale non solo tra i migliori in circolazione, ma anche molto italiano per il taglio giornalistico. Ovviamente l'edizione che uscirà in Argentina sarà arricchita da temi legati a quel territorio, come è giusto che sia. Non cambierà assolutamente nulla per quel che concerne i contenuti che escono invece in Uruguay».

In un momento di grande difficoltà per l'editoria (non solo italiana), Porpiglia, entusiasta di questo nuovo connubio con "Perfil", è a lavoro per farsi trovare pronto per questa ennesima sfida e scommettere di nuovo sulla carta. «"La Gente d'Italia" - evidenzia - da più di 20 anni fornisce un vero e proprio "servizio pubblico", ossia notizie che difficilmente si potrebbero reperire online, fornendo anche comunicazioni tecniche su come muoversi tra la burocrazia estera, che sia quella dell'Uruguay, o dell'Argentina. Un lavoro certosino quello de "La Gente d'Italia", da sempre al fianco dei cittadini che sono i veri padroni del giornale e i nostri unici interlocutori. Spesso, e i lettori lo sanno, utilizziamo anche parole forti nei confronti dei potenti di turno, rischiando anche sulla nostra pelle. Ma a noi piace raccontare la verità, le veline le lasciamo agli altri».

@fnsisocial

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