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Libertà di informazione | 03 Lug 2020
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Giornalista pestato a Genova, 4 agenti rinviati a giudizio. Fnsi: «Pronti a costituirci parte civile»

Stefano Origone, collega di Repubblica, era stato picchiato durante gli scontri del 23 maggio 2019 tra antifascisti e polizia in occasione di un comizio di Casapound. Ha subito due interventi alla mano sinistra e un intervento all'altra. L'udienza preliminare è fissata per il 20 ottobre.
Gli scontri in piazza Corvetto a Genova il 23 maggio 2019 (Foto: ilsecoloxix.it)

Il sostituto procuratore Gabriella Dotto ha rinviato a giudizio 4 poliziotti del reparto mobile di Genova, accusati di essere gli autori del pestaggio, avvenuto in piazza Corvetto il 23 maggio 2019, ai danni del giornalista di Repubblica Stefano Origone. Origone era stato picchiato durante gli scontri di quella giornata tra antifascisti e polizia in occasione di un comizio del partito di estrema destra Casapound. Il giornalista stava assistendo all'arresto di un manifestante.

I quattro sono accusati di lesioni gravi e aggravate dall'uso del manganello. L'udienza preliminare è fissata per il 20 ottobre alle 14 davanti al gip Silvia Carpanini. Dopo l'avvio delle indagini avviate dalla squadra mobile diversi agenti del reparto si erano presentati spontaneamente in Procura. Il giornalista, ricoverato al Galliera per varie lesioni, ha subito due interventi a una delle dita della mano sinistra e un intervento all'altra. Rientrato al lavoro solo a fine gennaio, a distanza di otto mesi non ha recuperato la piena funzionalità della mano.

Davanti al gip i poliziotti potrebbero chiedere la sospensione del processo attraverso la messa alla prova che prevede un programma di lavori socialmente utili uniti alla cosiddetta riparazione del danno, vale a dire al risarcimento almeno parziale della vittima. In alternativa potranno patteggiare la pena o affrontare il processo. Al momento da parte del ministero dell'Interno non è stato proposto alcun risarcimento del danno al giornalista che, difeso dall'avvocato Cesare Manzitti, si costituirà parte civile, stessa scelta che ha deciso di intraprendere la Fnsi. (Ansa)

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