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Anniversario | 27 Gen 2021
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Giorno della Memoria, «che la farfalla gialla voli sempre sopra i fili spinati»

«Dobbiamo ricordare perché le cose che si dimenticano possono ritornare, dobbiamo impegnarci tutti a non essere indifferenti e ad agire per costruire ponti e non muri», scrive Mariangela Gritta Grainer che, citando la senatrice Liliana Segre, ricorda il disegno di «quella bambina di Terezin». Di seguito una sintesi del suo contributo pubblicato su articolo21.org in occasione della giornata dedicata alle vittime della Shoah.
Il disegno che @maurobiani ha dedicato a Liliana Segre il 29 gennaio 2020 (particolare)

di Mariangela Gritta Grainer*

La giornata della memoria si celebra da 20 anni in Italia, cinque anni prima della istituzione da parte delle Nazioni unite della giornata internazionale (1 luglio 2005), confermandola il 27 gennaio di ogni anno (come da legge italiana n.211 del 20 luglio 2000). Perché il 27 gennaio? Un data simbolo della fine di una immane tragedia: l'abbattimento dei cancelli di Auschwitz da parte dell'Armata Rossa. Perché solo dopo 60 anni? La memoria della Shoah è una memoria difficile, aspra, differente dalle tante tragedie che ci sono state e ci sono ancora. La Shoah indica lo stermino il genocidio che fu pensato progettato, razionale e ben organizzato, avvalendosi di tecnologia e impianti efficienti per sterminare un popolo intero (almeno 6 milioni di ebrei) e altri milioni di persone (disabili, omosessuali, Rom, prigionieri oppositori politici...). Si parla di almeno 15 milioni di persone, un conto esatto ancora non c'è.

Perché era difficile credere che fosse accaduto davvero. Interrogava e interroga non solo sui perché; ci ossessiona ancora oggi con la domanda di come sia potuto succedere. Perché la memoria della Shoah chiama a interrogarci sulle responsabilità non solo di chi ha commesso quelle atrocità ma di chi le ha in qualche modo favorite, da chi è rimasto indifferente, da chi ha occultato, da chi ha negato la Shoah e ancora oggi lo fa. Riguarda noi europei e noi italiani. Non solo per le famigerate leggi razziali e le sue tragiche conseguenze; complice il fascismo di Mussolini riguardarono tutti anche chi partecipò alla guerra ma, dopo l'8 settembre si rifiutò di aderire alla Repubblica sociale. Come Mario Rigoni Stern che fu deportato nel campo di Hohenstein perché dissidente politico. Sulla Shoah ebbe a dichiarare: «La memoria è necessaria, dobbiamo ricordare perché le cose che si dimenticano possono ritornare. È il testamento che ci ha lasciato Primo Levi» (erano molto amici Mario e Primo).

Perché se non ci fosse questa responsabilità che è libertà e partecipazione, significherebbe che a prevalere è ancora un semplice ricordo che dopo tanti anni lascia indifferenti. E l'indifferenza è forse peggiore della violenza. Forse è proprio l'indifferenza che non ci fa vedere i tanti genocidi violenze migrazioni nei nostri mari perigliosi e nei campi gelidi di questi giorni, delitti efferati che si susseguono del nostro tempo. In questo giorno della memoria qui ed ora dobbiamo impegnarci tutti a non essere indifferenti e ad agire con coerenza, ognuno per la sua parte, per combattere l'antisemitismo il fascismo il razzismo la violenza in tutte le sue forme compresa quella verbale; per costruire ponti e non muri fili spinati verso un mondo migliore in cui "Fratelli tutti e sorelle tutte". In fondo anche la pandemia che colpisce tutti senza distinzioni in questi anni ci sta lanciando questo grido!

Liliana Segre nel suo discorso per la giornata della memoria l'anno scorso davanti al Parlamento Europeo ricorda: «… Io non fui liberata il 27 gennaio dall'Armata Rossa, facevo parte di quel gruppo di più di 50 mila prigionieri ancora in vita obbligati a una marcia che durò mesi… Quando parlo nelle scuole dico che ognuno nella vita deve mettere una gamba davanti all'altra, che non si deve mai appoggiare a nessuno perché nella "Marcia della morte" non potevamo appoggiarci al compagno vicino che si trascinava nella neve con i piedi piagati e che veniva finito dalla scorta se fosse caduto. Ucciso. La forza della vita è straordinaria, è questo che dobbiamo trasmettere ai giovani di oggi. Noi non volevamo morire, eravamo pazzamente attaccati alla vita qualunque essa fosse… Ricordo quella bambina di Terezin che, prima di essere uccisa, ha disegnato una farfalla gialla che vola sopra i fili spinati. Che la farfalla gialla voli sempre sopra i fili spinati. Questo è un semplicissimo messaggio… ai miei futuri nipoti ideali. Che siano in grado, con la loro responsabilità e la loro coscienza, di essere sempre quella farfalla gialla che vola sopra ai fili spinati».

*Il post integrale di Mariangela Gritta Grainer per il Giorno della memoria è pubblicato su articolo21.org.

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