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Diffamazione 11 Ott 2013

Il settantanovenne Gangemi ottiene i domiciliari Siddi: “Bene la decisione ma ora serve riforma del Codice”

“La decisione del Giudice di sorveglianza di Reggio Calabria di far uscire da una cella il giornalista settantanovenne Francesco Gangemi, portato in carcere sabato scorso per scontare una condanna per diffamazione a mezzo stampa e per essersi rifiutato a rendere note fonti fiduciarie di notizie, va accolta con sollievo umano. Resta però lo sconcerto per la decisione a monte di mandare in galera un uomo di settantanove anni, per di più malato, mentre la Corte Europea di Strasburgo condanna ripetutamente l’Italia per quello che rimane un mostro giuridico (il carcere per i reati a mezzo stampa).

“La decisione del Giudice di sorveglianza di Reggio Calabria di far uscire da una cella il giornalista settantanovenne Francesco Gangemi, portato in carcere sabato scorso per scontare una condanna per diffamazione a mezzo stampa e per essersi rifiutato a rendere note fonti fiduciarie di notizie, va accolta con sollievo umano. Resta però lo sconcerto per la decisione a monte di mandare in galera un uomo di settantanove anni, per di più malato, mentre la Corte Europea di Strasburgo condanna ripetutamente l’Italia per quello che rimane un mostro giuridico (il carcere per i reati a mezzo stampa).

Una pena in assoluta sproporzione rispetto alla qualità del delitto contestato. Rimane perciò l’amarezza che non si siano subito valutate le condizioni alternative per l’esecuzione di una condanna a pena detentiva.
A questo punto, ogni altro atto di equilibrio e umanità che possa riguardare il caso Gangemi potrà essere preso in considerazione.
La Fnsi è pronta anche a rivolgere un appello al Capo dello Stato perché possa considerare un intervento nell’esercizio delle facoltà che gli attribuisce la Costituzione.
Certamente urgentissimo e non ulteriormente rinviabile – sia alla luce delle nuovi recenti sentenze di condanna della Corte Europea sui diritti dell’uomo, sia in relazione all’ultimo caso di un giornalista condannato al carcere – la ‘riflessione’ sull’esigenza di pervenire a una disciplina più equilibrata ed efficace dei reati di diffamazione a mezzo stampa” sollecitata dal Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano in occasione del provvedimento di commutazione della pena che egli adottò alla fine del dicembre scorso nei confronti del direttore del giornale Alessandro Sallusti. La riforma del Codice su questo punto, già all’esame della Camera, non può essere davvero in alcun modo ulteriormente rinviata”. Roma 11 ottobre 2013

GIORNALISTI: REGGIO CALABRIA, GANGEMI ARRESTATO PER DIFFAMAZIONE VA AI DOMICILIARI

Il giornalista 79enne Francesco Gangemi, arrestato perché deve scontare una pena residua di due anni per diffamazione aggravata a mezzo stampa, ha ottenuto i domiciliari. I giudici del Tribunale di Sorveglianza di Reggio Calabria hanno accolto l'istanza degli avvocati Lorenzo Gatto e Giuseppe Lupis contro il provvedimento della Procura generale di Catania.
''La concessione degli arresti domiciliari a Francesco Gangemi - afferma Carlo Parisi, segretario del sindacato giornalisti della Calabria e vicesegretario nazionale della Fnsi - suscita un'immediata sensazione di sollievo, che non deve, però, far passare in secondo piano la gravità dell'atto perpetrato ai danni di un giornalista, tra l'altro di 79 anni e in precarie condizioni di salute, per il reato di diffamazione a mezzo stampa. E, soprattutto, arrestato per non aver voluto rivelare la fonte di una notizia''.
Carlo Parisi rinnova, quindi, l'appello al Parlamento ''perché riformi, con urgenza, la legge sulla diffamazione, come si è impegnata a fare di recente la Camera, per evitare il ripetersi di queste vergogne''.
Sul caso interviene anche il segretario generale della Fnsi Franco Siddi che accoglie il provvedimento ''con sollievo umano. Resta però lo sconcerto - prosegue - per la decisione a monte di mandare in galera un uomo di settantanove anni, per di più malato, mentre la Corte europea di Strasburgo condanna ripetutamente l'Italia per quello che rimane un mostro giuridico, il carcere per i reati a mezzo stampa. Una pena in assoluta sproporzione rispetto alla qualità del delitto contestato''.
La Fnsi, sottolinea Siddi, ''è pronta anche a rivolgere un appello al Capo dello Stato perché possa considerare un intervento nell'esercizio delle facoltà che gli attribuisce la Costituzione. Certamente urgentissimo e non ulteriormente rinviabile, sia alla luce delle nuovi recenti sentenze di condanna della Corte europea sui diritti dell'uomo, sia in relazione all'ultimo caso di un giornalista condannato al carcere, la riflessione sull'esigenza di pervenire a una disciplina più equilibrata ed efficace dei reati di diffamazione a mezzo stampa sollecitata dal presidente della Repubblica Giorgio Napolitano in occasione del provvedimento di commutazione della pena che egli adottò alla fine del dicembre scorso nei confronti del direttore del giornale Alessandro Sallusti. La riforma del Codice su questo punto, già all'esame della Camera, non può essere davvero in alcun modo ulteriormente rinviata''. (REGGIO CALABRIA, 11 OTTOBRE - ADNKRONOS)

GIORNALISTI: CONCESSI I DOMICILIARI A FRANCESCO GANGEMI
ARRESTATO NEI GIORNI SCORSI PER CONDANNA 2 ANNI PER DIFFAMAZIONE

Ha ottenuto gli arresti domiciliari il direttore de "Il dibattito", Francesco Gangemi,di 79 anni, arrestato nei giorni scorsi perché deve scontare una condanna a 2 anni per diffamazione aggravata a mezzo stampa. I giudici del tribunale di sorveglianza di Reggio Calabria hanno accolto l'istanza dei difensori, gli avvocati Lorenzo Gatto e Giuseppe Lupis.L'arresto era stato eseguito su disposizione della Procura generale di Catania. (REGGIO CALABRIA, 11 OTTOBRE – ANSA)

 

SIDDI: “ALLUCINANTE CHE VADA IN GALERA UN COLLEGA DI 79 ANNI”

"È allucinante che a 79 anni, un giornalista, condannato per diffamazione e per non avere rivelato le fonti fiduciarie di notizie, venga arrestato e portato in carcere''. È quanto affermano, in una dichiarazione congiunta, il segretario generale della Fnsi, Franco Siddi, e il vicesegretario nazionale della Fnsi e segretario del Sindacato giornalisti Calabria Carlo Parisi. ''Quanto accaduto al giornalista pubblicista Francesco Gangemi - affermano Siddi e Parisi - appare una mostruosità difficilmente concepibile per qualsiasi ordinamento democratico che si fondi sulla libertà di espressione, di stampa e sul pluralismo delle idee. Anche le idee più 'forti' hanno diritto di esistere. Francesco Gangemi è chiamato a scontare due anni di pena residua dopo che la Procura della Repubblica di Catania ha dichiarato decaduti i benefici di sospensione condizionale della pena, in diverse circostanze, per i suoi articoli pubblicati sul periodico 'Il Dibattito'. Sorprende che la magistratura, pur in presenza di una legislazione che prevede il carcere per i reati di diffamazione a mezzo stampa, e che perciò è stata giudicata incompatibile dalla Corte europea dei diritti dell'uomo, non abbia individuato misure alternative alla detenzione al pari di quelle che vengono riconosciute in quasi tutte le parti d'Italia a fior di delinquenti ultrasettantenni per crimini efferati di ben altra natura''.
''Ci appelliamo al Parlamento perché voglia, con urgenza - sostengono ancora Siddi e Parisi - riformare la legge sulla diffamazione come si è impegnata a fare di recente la Camera, per evitare il ripetersi di questi dolorosi sconci. Alle cariche istituzionali dello Stato chiediamo, infine, una considerazione appropriata e umana del caso che faccia uscire al più presto il giornalista Gangemi dalle patrie galere". (CATANZARO, 6 OTTOBRE ANSA)

INTERVISTA DI RADIO VATICANA A FRANCO SIDDI

GIORNALISTA DI 79 ANNI IN CARCERE PER DIFFAMAZIONE

Il giornalista Francesco Gangemi, di 79 anni, è stato arrestato a Reggio Calabria dalla polizia in esecuzione di un provvedimento di carcerazione emesso dalla Procura generale della Repubblica di Catania. Gangemi, direttore responsabile del mensile ''Dibattito News'' di Reggio Calabria, secondo quanto riporta la stampa locale, deve scontare due anni di carcere per una serie di condanne per falsa testimonianza e diffamazione diventate definitive. Gangemi è stato portato nel carcere di Reggio Calabria. (REGGIO CALABRIA, 6 OTTOBRE - ANSA)

Rai Giornale Radio delle ore7,30 del 7 - 10 – 2013 (intervento di Franco Siddi da 00:15:07)
http://www.grr.rai.it/dl/grr/edizioni/ContentItem-c920d6a7-cdef-4d1f-8ef9-9d66d814ac28.html

ARTICOLO21 GIULIETTI: CONDIVIDIAMO L’INDIGNAZIONE DELLA FNSI

Condividiamo la protesta e l'indignazione della Fnsi e del sindacato calabrese dei giornalisti per l'arresto del giornalista Francesco Gangemi arrestato per una condanna per diffamazione e per non aver voluto rivelare le sue fonti.
Gangemi ha 79 anni e il suo arresto arriva dopo il monito europeo rivolto alla Italia ad eliminare il carcere per i cronisti e a rivedere le norme in materia di diffamazione.
La nuova legge é ancora ferma alle Camere in attesa di approvazione.
Ci auguriamo che anche per Lui si possa registrare quella indignazione e quella reazione che ha accompagnato analoghi provvedimenti, sino a sollecitare, come nel caso di Sallusti, l'intervento del Quirinale.
Non ci vuole, infine, molta immaginazione per prevedere  che un simile episodio non contribuirá certo a migliorare la giá precaria posizione dell'Italia in materia di libertà di informazione.
Beppe Giulietti, articolo 21.

GIORNALISTI: SEL, SUBITO RIFORMA DIFFAMAZIONE E GANGEMI LIBERO

"L'arresto di un giornalista è un atto aberrante oltre che inquietante, tanto più quando avviene in una nazione civile come la nostra che dovrebbe garantire, Costituzione alla mano, la libertà di pensiero e non dovrebbe perseguire i reati di opinione". Lo dice Peppe De Cristofaro vicecapogruppo di Sel al Senato commentando l'arresto del giornalista calabrese Francesco Gangemi. "La carcerazione di Francesco Gangemi, giornalista di 79 anni condannato per diffamazione e per falsa testimonianza per non avere rivelato le fonti fiduciarie di notizie - prosegue De Cristofaro - è un fatto gravissimo e sconcertante al quale si deve porre subito rimedio. Intanto, restituendo la libertà a Gangemi e subito dopo modificando la legge sulla diffamazione che giace da mesi in Parlamento". (ROMA, 7 OTTOBRE - AGI)

GIORNALISTI: SANTELLI (PDL), CASO GANGEMI E' VERGOGNA ASSOLUTA

"Una vergogna assoluta che un giornalista di 79 anni finisca in carcere a causa di una condanna per diffamazione". Lo afferma la deputata del Pdl, Jole Santelli.
"Non conosco le motivazioni giuridiche che hanno portato a questa scelta, ma non ce ne possono essere di ordine logico e morale. Un totale controsenso", aggiunge. (ROMA, 7 OTTOBRE - AGI)

GIORNALISTI: BALDELLI, NECESSARIO MODIFICARE LEGGE DIFFAMAZIONE

"Quest'ultimo episodio che ha portato all'arresto del giornalista Francesco Gangemi, conferma quanto sia necessario e ormai indifferibile un intervento del Parlamento per modificare la legge che disciplina la diffamazione a mezzo stampa. Su richiesta del Pdl questo argomento è stato inserito già da qualche tempo all'interno del calendario dei lavori dell'assemblea di Montecitorio, e il seguito dell'esame, in Aula, del testo di legge su questo tema è previsto per la prossima settimana", annuncia Simone Baldelli, vicepresidente Pdl della Camera.
"È necessario e auspicabile - rileva - che tutte le forze politiche si impegnino per varare al più presto questa nuova disciplina, e per superare questa situazione ormai intollerabile". (ROMA, 7 OTTOBRE - AGI)

IL DIRETTIVO DELLA ASR SOLIDALE COL COLLEGA GANGEMI
“GIU’ LE MANI DALLA LIBERTA’ DI INFORMAZIONE”

Il Direttivo della Associazione Stampa Romana protesta vibratamente per il trattamento riservato al collega Francesco Gangemi, 79 anni, arrestato ieri mattina su disposizione della Procura Generale della Repubblica di Catania e portato nella Casa Circondariale “San Pietro” dove deve scontare due anni di pena residua.
Il collega, secondo l’ordinanza della Procura Generale della Repubblica di Catania, a firma del sostituto procuratore generale Elvira Tafuri, sarebbe colpevole di diffamazione a mezzo stampa durante la direzione del periodico “Il Dibattito” e il rifiuto di rivelare la fonte delle proprie notizie.
Ancora una volta, sottolinea il Direttivo Asr, si colpisce la libertà di informazione applicando una norma che punisce comportamenti ritenuti perfettamente legittimi dalla Corte dei diritti di Strasburgo che ha ripetutamente affermato che nessuno Stato può ostacolare la funzione di “cane da guardia della democrazia” dei giornalisti.
Il Direttivo esprime solidarietà al collega Gangemi e chiede a tutti gli organismi di Categoria di mobilitarsi a difesa dell’autonomia dei giornalisti e del diritto dei cittadini a essere correttamente e liberamente informati.

@fnsisocial

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