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Fnsi 10 Mag 2002

La Cpo-Fnsi denuncia il moltiplicarsi di atteggiamenti vessatori da parte degli editori nei confronti delle mamme-giornaliste

La Cpo-Fnsi denuncia il moltiplicarsi di atteggiamenti vessatori da parte degli editori nei confronti delle mamme-giornaliste

La Cpo-Fnsi denuncia il moltiplicarsi di atteggiamenti vessatori da parte degli editori nei confronti delle mamme-giornaliste

12 maggio, giornata della festa alle mamme. Avete letto bene. Per gli editori italiani ogni occasione è buona per invocare maggiori flessibilità, salvo quando gli si chiede di applicare le flessibilità previste dalla legge e dal contratto di lavoro che loro stessi hanno firmato. E’ il caso del part-time. Il lavoro a tempo parziale viene infatti osteggiato dalla maggioranza delle aziende "a prescindere": orizzontale, verticale, da rinnovare o da introdurre, comunque richiesto e persino se coi direttori consenzienti (ai quali l’organizzazione del lavoro è demandata dall’art. 6, ma non sempre se ne ricordano). La Commissione pari opportunità della Fnsi continua a ricevere denunce di episodi di rifiuto pregiudiziale. Vittime soprattutto colleghe con figli in tenera età, che in maniera diretta o indiretta vengono esortate a "scegliere" fra la maternità ed il lavoro tout court. Un sopruso ripetuto, una persecuzione che tende a mettere le persone in gravi difficoltà per indurle a lasciare il lavoro e che ha un nome clinico: mobbing. Chiediamo che se ne occupi immediatamente sin dalla sua prima riunione il neonato Osservatorio antisopruso, ossia quello strumento paritetico sindacato/imprenditori istituito dal contratto proprio per monitorare e prevenire il fenomeno. Cominciamo allora col denunciare, giornalisticamente, in occasione della "festa della mamma", il percorso ad ostacoli che deve compiere la coraggiosa lavoratrice che vuole un figlio o, "peggio ancora", un ulteriore figlio. Ostacoli sociali per la mancanza di infrastrutture di cura, di scuole a tempo pieno, di supporti sportivi e ricreativi, di percorsi urbani; ostacoli istituzionali per la mera enunciazione di principio delle leggi rese inapplicabili dal finanziamento zero; ostacoli nelle priorità che ispirano l’organizzazione del lavoro, che con stupida miopia trascurano l’incidenza della qualità della vita dell’operatore sulla qualità dell’opera. Senza considerare la contraddizione degli editori, ed anche di alcuni colleghi, diciamolo, che fanno scrivere e scrivono sulla bellezza della flessibilità purché applicata (anzi selvaggia) solo al di fuori dalle proprie mura. Buon 12 maggio a tutte.

@fnsisocial

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