«La redazione de La Stampa non accetta più la totale mancanza di trasparenza e informazione attorno alla vendita del Gruppo Gedi, un atteggiamento inqualificabile dell’attuale proprietà, che rischia di danneggiare anche l’esordio di un eventuale compratore nei rapporti con le giornaliste e i giornalisti. Tutto questo nel contesto di notizie sempre più inquietanti che emergono dalla due diligence effettuata sui conti di Gedi da parte dell’acquirente, il gruppo greco Antenna». Lo si legge in una nota diffusa dal Comitato di redazione de La Stampa Sabato 14 febbraio 2026.
«Per questo – prosegue il Cdr - l’Assemblea chiede all’Azienda di fornire chiarimenti sullo stato delle trattative e sugli eventuali rinnovi dell’esclusiva e di chiarire se la cessione de La Stampa sia in qualsiasi modo condizionata alla conclusione dell’operazione di vendita dell’intero gruppo».
I rappresentanti sindacali aggiungono: «A chi compra la nostra gloriosa testata - simbolo dell’identità culturale italiana, liberale e democratica – chiediamo, invece, di garantire, con un impegno scritto e contestuale alla vendita la salvaguardia dei posti di lavoro e degli stipendi attuali, con il rispetto di tutti gli accordi aziendali esistenti. E un impegno a non chiudere nessuna delle redazioni locali. Altro punto per noi imprescindibile è la richiesta che il compratore presenti, oltre alle adeguate garanzie finanziarie, anche un piano editoriale che assicuri il rilancio del nostro giornale, dopo una stagione estremamente difficile».
Il Cdr conclude: «In assenza di questi impegni l’Assemblea si riserva ogni azione che ritenga utile nella lotta per la salvaguardia dei posti di lavoro e del patrimonio culturale e intellettuale rappresentato da La Stampa, sulla base del pacchetto di 5 giorni di sciopero già assegnato, compresa ogni altra eventuale iniziativa. L’assemblea conferma lo stato di agitazione e il blocco degli eventi speciali sul territorio.».
Fnsi è al fianco dei colleghi della Stampa in questa dolorosa vicenda della cessione. «È giusto – commenta la segretaria generale del sindacato dei giornalisti, Alessandra Costante - chiedere garanzie e trasparenza, soprattutto da parte di una redazione che per la prima volta attraversa il momento della cessione».
Costante prosegue: «Ci auguriamo che gli impegni che chiede la redazione non siano scritti sulla sabbia, come tante volte è capitato quando le aziende acquirenti assicurano qualsiasi cosa alla vigilia delle acquisizioni. Da parte di Fnsi, lo ribadisco, ci sarà un rigoroso controllo appena sarà terminata la due diligence e sarà chiaro se la società che sta cercando di acquistare, ha tutte le carte in regola, anche di solidità economica. Acquistare una testata gloriosa come La Stampa – conclude - non può essere una trattativa al Suq». (anc)