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Un momento della presentazione
Iniziative 04 Mag 2018

'Le crisi dimenticate nell'Africa Sub Sahariana', presentato in Fnsi il rapporto annuale di Italians for Darfur

Realizzato in collaborazione con Unamid, la missione Onu-Ua dispiegata sul terreno dal 2008, il dossier traccia la situazione in una delle aree più martoriate del mondo. Alla presentazione la presidente dell'associazione, Antonella Napoli; il professore e scrittore sudanese Mohamed Yassin Salih Mohamed; il segretario del Cnog, Guido D'Ubaldo.

È stato illustrato oggi in Fnsi, nell’ambito di un corso di formazione organizzato dall’Ordine dei giornalisti del Lazio e promosso da Articolo 21, il rapporto sulle crisi umanitarie in Africa Sub Sahariana realizzato da Italians For Darfur, associazione no profit che dal 2006 porta avanti una campagna di sensibilizzazione sul conflitto e sulla crisi umanitaria nella regione occidentale sudanese. Realizzato in collaborazione con Unamid, la missione Onu-Ua dispiegata sul terreno dal 2008, il dossier traccia la situazione della crisi, una delle più gravi attualmente in corso nel mondo.

Sono intervenuti la giornalista e presidente dell’associazione, nonché membro dell’ufficio di presidenza di Articolo 21 Antonella Napoli, il professore e scrittore sudanese Mohamed Yassin Salih Mohamed e il segretario del Consiglio nazionale dell'Ordine dei giornalisti Guido D’Ubaldo.

Da 10 anni nel giorno in cui ricorre l’anniversario dell’inizio della guerra in Darfur, l’associazione fa il punto sulla situazione nel Paese (senza tralasciare il Sud indipendente dal 2011) partendo dall’analisi del conflitto, evidenziando criticità e prospettive per il 2018, soprattutto in vista dell’annunciato ridimensionamento dell'operazione di peacekeeping in corso nella regione.

«Nelle 50 pagine del dossier – ha spiegato Antonella Napoli – è riportato un dettagliato quadro di quanto accaduto nell’ultimo anno. Dal peggioramento delle condizioni di sussistenza per i 2 milioni e mezzo di profughi, alla repressione della libertà di stampa, con 15 giornalisti arrestati solo nel mese di gennaio, alla persecuzione dei cristiani, con la distruzione di oltre 20 chiese nel 2017, come censito da Open doors, organizzazione internazionale che difende la cristianità nel mondo, che posiziona il Sudan al quinto posto nella lista dei paesi più pericolosi per i cristiani nel 2017».

Guido D'Ubaldo ha posto l'accento sul ruolo dell'Ordine dei giornalisti nel contribuire a illuminare terre lontane e, al contempo, nel fornire agli iscritti momenti di formazione professionale gratuiti e di alto livello. «Anche questo corso – ha evidenziato – rientra nella linea scelta dal Cnog che prevede la possibilità di offrire ai colleghi formazione di qualità a titolo gratuito, sia a distanza che partecipando fisicamente agli eventi. Anche l'Ordine è molto attento alla situazione che si vive in Sudan, perché siamo convinti che il livello di democrazia di un Paese si misuri dal livello della libertà di stampa. Dove non c’è libertà di stampa la democrazia è in pericolo», ha concluso.

«Lo scorso anno – ha rilevato Mohamed Yassin Salih Mohamed – è stato caratterizzato da innumerevoli violazioni dei diritti umani nei confronti della popolazione e in particolare verso le donne, che hanno subito una vera e propria recrudescenza della repressione delle loro libertà. Sempre nel 2017, seppure non ci siano state operazioni militari ufficiali delle forze del Governo del Sudan contro i gruppi armati del Darfur, gli scontri non sono mancati e le notizie si fanno di giorno in giorno più preoccupanti. La situazione umanitaria peggiora e l'instabilità in tutta l’area aggrava la situazione. La pace in Darfur è ancora lontana».

PER APPRONFONDIRE
Allegato di seguito il Rapporto completo di Italians for Darfur.

@fnsisocial

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