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Giudiziaria 07 Mar 2006

"L'odore dei soldi", Berlusconi perde la causa per diffamazione contro Travaglio e Veltri: il presidente del consiglio condannato a pagare 15 mila euro

Il presidente del consiglio Silvio Berlusconi ha perso la causa per diffamazione intentata contro il giornalista Marco Travaglio, l' ex deputato Elio Veltri e gli Editori Riuniti per i contenuti del libro ''L'odore dei soldi'', ritenuti lesivi della sua reputazione. Il giudice della prima sezione civile del tribunale di Roma Luciana Sangiovanni ha respinto la richiesta di risarcimento di 10 milioni di euro avanzata dal premier e lo ha condannato a 15 mila euro di spese di giudizio

Il presidente del consiglio Silvio Berlusconi ha perso la causa per diffamazione intentata contro il giornalista Marco Travaglio, l' ex deputato Elio Veltri e gli Editori Riuniti per i contenuti del libro ''L'odore dei soldi'', ritenuti lesivi della sua reputazione. Il giudice della prima sezione civile del tribunale di Roma Luciana Sangiovanni ha respinto la richiesta di risarcimento di 10 milioni di euro avanzata dal premier e lo ha condannato a 15 mila euro di spese di giudizio

Il giudice, nelle motivazioni alla sua decisione, ha sostanzialmente riconosciuto che non sussiste diffamazione perche' Travaglio ha esercitato il diritto di critica e di cronaca. Per Veltri e' stata riconosciuta l' immunita' prevista dall' articolo 68 della Costituzione sull' insindacabilita' delle opinioni espresse dai parlamentari. Il legale di Berlusconi, Fabio Lepri, ha annunciato l' impugnazione della sentenza. ''E' un provvedimento - ha commentato - chiaramente ingiusto che contiene valutazioni errate sia in fatto, sia in diritto, e che provvederemo ad impugnare davanti alla Corte di appello''. ''In quella sede - ha aggiunto - confidiamo che la sentenza venga totalmente annullata con riconoscimento della diffamazione dedotta in giudizio e commessa ai danni del presidente Berlusconi''. Il libro ''L' odore dei soldi'', pubblicato nel febbraio del 2001, ebbe un boom di diffusione (fino a diventare il libro italiano piu' venduto dell' anno e ad essere tradotto anche in Francia e in Spagna) soprattutto dopo l' intervista di Travaglio al Satyricon di Daniele Luttazzi. (ANSA) Fu diritto di cronaca e diritto di critica: Marco Travaglio ed Elio Veltri, con il loro libro 'L'Odore dei Soldi', non hanno diffamato Silvio Berlusconi, condannato a pagare le spese legali in favore della controparte. E' quanto ha stabilito la prima Sezione del Tribunale Civile di Roma (giudice unico Luciana Sangiovanni) che ha dunque respinto in toto la richiesta di risarcimento dei danni patrimoniali e morali per 10 milioni di euro chiesta da Berlusconi. 'L'odore dei soldi' (Editori Riuniti) si puo' definire un vero e proprio caso giuridico e televisivo. Pubblicato nel 2001, il volume sulle ''origini e misteri delle fortune di Silvio Berlusconi'' esplose nella puntata di Satyricon del 14 marzo 2001 con l'intervista fatta da Daniele Luttazzi a Travaglio. Una scelta che costo' cara al comico, in seguito incluso in quello che venne definito l' 'editto di Sofia' insieme a Enzo Biagi e Michele Santoro. Non solo: contro gli autori del libro e i protagonisti di Satyricon si abbatte' una pioggia di denunce e richieste miliardarie di risarcimento danni. Dieci in tutto, cinque per Satyricon e altrettante per 'L'Odore dei Soldi' presentate da Berlusconi, da Forza Italia, da Mediaset, da Fininvest e da Tremonti. Sei sentenze hanno gia' dato ragione a Travaglio, Luttazzi e Veltri. Quattro procedimenti sono ancora in corso. Ma cosa c'e' scritto nel 'libro-scandalo'? ''Questo libro - si legge nella quarta pagina di copertina - illustra alcuni aspetti cruciali della storia di Silvio Berlusconi attraverso una scelta commentata di documenti 'pesanti'. L'intervista che Paolo Borsellino rilascio', due mesi prima di morire, a una tv francese sulle indagini della sua procura sui rapporti fra Berlusconi, Marcello Dell'Utri e il mafioso Vittorio Mangano. I rapporti stilati da un funzionario della Banca d'Italia e da un ufficiale della Dia, per conto della procura Antimafia di Palermo, su centinaia di miliardi di finanziamenti al gruppo Fininvest. Gli interrogatori, a tratti esilaranti, di Berlusconi e Dell'Utri al processo di Torino per le fatture false di Publitalia. E per chiudere una 'prova su strada' del conflitto di interessi: la legge Tremonti, ovvero una simpatica trovata del Berlusconi governante che ha fatto risparmiare centinaia di miliardi al Berlusconi imprenditore''. La sentenza analizza il libro capitolo per capitolo per affermare: ''Osserva il Giudice che il primo capitolo del libro, come l'intero libro, ha come riferimento fatti veridici di cronaca giudiziaria relativi all'on. Berlusconi che non hanno trovato puntuale contestazione da parte attrice e risultano, di contro, ampiamente documentati in atti''. Ma il caso non e' ancora chiuso: il legale di Berlusconi Fabio Lepri ha infatti gia' annunciato la volonta' di impugnare la sentenza. (ANSA)

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