«Le autorità israeliane hanno impedito l'ingresso nel Paese a un giornalista italiano, sostenendo che i suoi reportage durante le precedenti visite erano stati "unilaterali"». Lo riferisce venerdì 13 febbraio 2026 The Times of Israel sul suo sito web.
Alessandro Stefanelli, prosegue il media israeliano, «era entrato in Israele più di una dozzina di volte come giornalista freelance, ma a luglio le autorità gli avevano comunicato che il suo visto era stato annullato e che avrebbe dovuto richiederne uno nuovo tramite l'ambasciata israeliana a Roma. Dopo aver contattato l'ambasciata e non aver ricevuto alcuna spiegazione per l'annullamento del visto, Stefanelli ha deciso di provare a entrare in Cisgiordania attraverso il valico di Allenby, controllato dagli israeliani. Ma non gli è stato permesso di entrare ed è stato portato via per essere interrogato prima di essere rimandato in Giordania».
Il Times of Israel sottolinea poi come a Stefanellii sia stato consegnato un documento in cui si afferma che le autorità israeliane avevano stabilito che i suoi reportage su Israele erano stati «unilaterali», citando anche un'affermazione di Stefanelli che definiva la situazione in Cisgiordania come «apartheid, dato il trattamento diseguale riservato da Israele agli ebrei e agli arabi nel territorio».
Stefanelli ha presentato una petizione contro la decisione dell'Autorità israeliana per l'immigrazione e attende che un tribunale si pronunci sulla questione. Durante gli anni in cui ha lavorato in Israele, Stefanelli non è mai stato arrestato o interrogato dalla polizia. Sulla vicenda, fonti della Farnesina riportate dall’agenzia Ansa sabato 14 febbraio hanno fatto sapere che dal momento dell'accaduto e fino ad oggi il connazionale non ha preso contatto con le autorità diplomatico-consolari italiane in loco. L'Ambasciata d'Italia a Tel Aviv è in contatto con le autorità israeliane per avere maggiori informazioni sull'accaduto. (anc)